Sono a processo con l’accusa di favoreggiamento i genitori di un gruppo di giovani ladri che aveva messo a segno numerosi colpi a Rimini e sulla Riviera Romagnola. La coppia, residente nell’Alto Mantovano, è accusata di aver sistematicamente nascosto il bottino sottratto dai figli, composto da denaro contante e gioielli. Le indagini hanno permesso di scoprire il loro coinvolgimento, sorprendendoli mentre occultavano la merce rubata.
I fatti contestati risalgono alla primavera-estate del 2023, periodo in cui i figli della coppia, già processati per furto, erano tenuti sotto stretta sorveglianza dai carabinieri di Castiglione. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, monitoravano i loro spostamenti tramite dispositivi GPS e microtelecamere installate sulle loro auto, seguendoli nelle loro trasferte criminali sulla costa adriatica.
Proprio seguendo le tracce dei figli, i militari sono arrivati ai genitori. Una prima perquisizione nella loro abitazione di Guidizzolo ha permesso di trovare parte della refurtiva nascosta in un armadio. L’elemento decisivo è però emerso durante un successivo controllo a Goito, dove i coniugi sono stati avvistati mentre, armati di badile, erano intenti a seppellire o dissotterrare denaro e gioielli all’interno di una siepe.
Tutta la refurtiva è stata sequestrata e per i due genitori è scattato il rinvio a giudizio. Dopo una nuova udienza tenutasi mercoledì presso il tribunale di Mantova, il processo è stato aggiornato: la prossima seduta è stata fissata per il 21 maggio.











