Cronaca, Rimini: il 23enne accusato di rapina alla modella di OnlyFans nega tutto davanti al GIP

Si è tenuta nella mattinata di oggi, mercoledì 4 marzo, l’udienza di convalida per il cittadino albanese di 23 anni arrestato dalla Polizia di Stato tra sabato e domenica scorsi con la pesante accusa di aver rapinato la propria compagna, una nota modella attiva sulla piattaforma OnlyFans. Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, il giovane ha fornito una ricostruzione dei fatti diametralmente opposta a quella accusatoria, cercando di giustificare anche la sua presenza in città nonostante fosse già destinatario di un divieto di dimora. Assistito dal suo legale, l’avvocato Giuliano Renzi, l’indagato ha spiegato di essere tornato temporaneamente a Rimini poiché la sua abitazione fuori provincia era interessata da lavori di ristrutturazione, trovando ospitalità proprio nell’appartamento della fidanzata.

Secondo la deposizione resa dal ventitreenne, la serata del presunto reato sarebbe iniziata con una decisione comune di uscire per un drink, lasciando la casa al piano terra aperta per permettere ai cani di muoversi liberamente tra l’interno e il giardino. Il giovane ha ammesso al magistrato di aver prelevato circa 8.600 euro appartenenti alla modella e le chiavi della sua auto proprio perché l’abitazione era rimasta incustodita e accessibile a chiunque. La situazione sarebbe poi degenerata durante la serata a causa dell’alcol e di una lite scoppiata per gelosia, culminata con la ragazza che gli avrebbe lanciato addosso un cocktail. Il ragazzo ha riferito di aver scelto di non rientrare in casa per evitare ulteriori scontri, decidendo di passare la notte all’interno della vettura della compagna parcheggiata in strada.

Il racconto prosegue con un momento di forte tensione: il giovane ha descritto l’arrivo della ventottenne che, armata di un cavatappi, avrebbe iniziato a colpire il finestrino dell’auto urlando e attirando l’attenzione dei vicini. In merito alle lesioni riportate dalla modella, l’indagato ha ipotizzato davanti al giudice che la donna possa essersi ferita autonomamente urtando il volto contro la portiera durante quegli istanti concitati. La fuga successiva, avvenuta a bordo dell’auto di un amico che era passato a prenderlo, sarebbe stata dettata esclusivamente dal timore di essere scoperto dalla Volante della Polizia mentre violava il divieto di dimora a Rimini, e non dalla volontà di sottrarsi a un’accusa di rapina.

Il GIP ha ritenuto credibile questa versione dei fatti, tenendo in considerazione anche il profilo della presunta vittima, già nota alle forze dell’ordine per frequentazioni legate al mondo degli stupefacenti e per essere stata spesso protagonista di liti violente. Sebbene l’arresto sia stato convalidato, il giudice Ceccarelli ha disposto la scarcerazione del 23enne. Nei suoi confronti sono state applicate misure restrittive rigorose: il braccialetto elettronico, il divieto di avvicinamento alla fidanzata e l’obbligo di dimora fuori regione, oltre alla conferma del divieto di mettere piede nel territorio comunale di Rimini.