Il Tribunale del Riesame di Bologna ha annullato la misura cautelare che impediva a una quarantenne riminese di avvicinarsi alla figlia di nove anni, nei cui confronti era indagata per maltrattamenti. La decisione è arrivata accogliendo il ricorso presentato dalla difesa, dopo che il Tribunale di Rimini aveva confermato il provvedimento restrittivo all’esito dell’interrogatorio di garanzia.
La misura revocata, disposta inizialmente dal gip Raffaele Deflorio su richiesta del pm Davide Ercolani, titolare delle indagini avviate a seguito della denuncia del padre della piccola, imponeva alla donna di mantenersi a non meno di 800 metri dai luoghi frequentati dalla bambina e di non intrattenere alcun contatto con lei. L’avvocata Silvia Giancristofaro aveva già tentato di ottenere la revoca in sede di udienza di garanzia, senza successo, prima di rivolgersi al Riesame. La minore resta intanto affidata ai Servizi sociali. All’indagata non risulta ancora notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Le condotte contestate
Stando alle accuse, i comportamenti sarebbero cominciati nel 2022. Tra gli episodi contestati, la donna avrebbe tagliato i capelli alla figlia in modo irregolare come forma di punizione, l’avrebbe costretta a fare la doccia con acqua gelata al punto da renderle difficoltoso il respiro, e in diverse occasioni l’avrebbe lasciata sul pianerottolo, spogliata e senza cibo insieme al fratellino di un anno piu grande, mentre si recava al bar. Questi episodi sarebbero avvenuti spesso quando la 40enne era sotto l’effetto di alcol. In un caso, secondo le contestazioni, avrebbe persino gettato il grembiule scolastico della bambina nel water, imbrattandolo con le proprie urine.











