Si è conclusa con una sentenza di assoluzione piena l’odissea giudiziaria di un 50enne riminese, finito alla sbarra con la grave accusa di omissione di soccorso. Il Tribunale di Rimini, presieduto dalla giudice Elisa Giallombardo, ha stabilito che “il fatto non costituisce reato”, mettendo fine a un calvario legale e personale durato ben sei anni.
L’incidente sul lungomare
La vicenda risale all’aprile del 2019. L’uomo si trovava alla guida della propria auto sul lungomare, nel tratto compreso tra il bagno 85 e piazzale Toscanini, quando si verificò un contatto con una motocicletta. Il centauro, rovinato a terra, riportò ferite lievi con una prognosi di sei giorni. L’automobilista, tuttavia, proseguì la sua marcia senza fermarsi. Rintracciato poche ore dopo dalle forze dell’ordine, fu sottoposto all’alcoltest che diede esito negativo. Fin dal primo momento, l’uomo sostenne di non essersi assolutamente reso conto dell’urto, evidenziando di essere sobrio e regolarmente assicurato, e di non avere quindi alcun motivo per fuggire.
La battaglia legale e la perizia
Le conseguenze furono pesanti: sospensione della patente, obbligo di ripetere gli esami di guida e un processo penale che prevedeva una pena minima di tre anni. Durante il dibattimento, la strategia difensiva curata dall’avvocato Luca de Sio è riuscita a smontare l’impianto accusatorio. Fondamentale si è rivelata la perizia tecnica disposta dal Tribunale, che ha confermato come il contatto tra i veicoli fosse stato un mero sfregamento sulla parte posteriore dell’auto, un impatto cineticamente impercettibile per chi si trovava al volante.
Anche la condotta di guida mantenuta dall’uomo subito dopo il fatto ha corroborato la tesi della non consapevolezza dell’incidente. L’automobilista ha descritto questi anni come un’esperienza scioccante, confessando di essersi sentito perseguitato da un sistema che lo vedeva colpevole di un fatto di cui non aveva contezza. Il legale della difesa ha espresso soddisfazione per l’esito tecnico del processo, ricordando però il peso umano e psicologico che tali procedimenti comportano per chi si trova per la prima volta sul banco degli imputati.











