Cronaca. Rimini, “incubo” in classe tra urla e umiliazioni: chiesti 5 anni per la maestra di sostegno

La Procura di Rimini ha usato la mano pesante al termine della requisitoria di un processo che vede imputata un’insegnante di sostegno, accusata di aver trasformato la scuola in un luogo di sofferenza psicologica per i suoi piccoli alunni. Il Pubblico Ministero Davide Ercolani ha formulato ieri una richiesta di condanna a cinque anni di reclusione per la donna, una 49enne originaria del casertano, chiamata a rispondere del reato di maltrattamenti in una scuola elementare della città.

La vicenda giudiziaria affonda le radici nell’autunno del 2022. Secondo la ricostruzione accusatoria, quei tre mesi – da settembre a novembre – si sarebbero rivelati un vero calvario per i bambini di quattro diverse classi. L’insegnante, giunta da Milano per prendere servizio, avrebbe instaurato un clima di tensione costante, fatto di sgridate immotivate, minacce e comportamenti denigratori. La donna, che non si è mai presentata in aula davanti al collegio giudicante, avrebbe preso di mira in particolare gli studenti più fragili: emblematico il caso di un bimbo affetto da autismo, portato al pianto dopo essersi sentito dire di non essere capace di fare nulla, o quello di un alunno con ritardo nell’apprendimento, costretto a tagliare una scheda con la mano destra pur essendo mancino.

Le testimonianze raccolte tratteggiano una figura docente dai comportamenti ambivalenti e inquietanti. Da un lato prevaricatrice, capace di aggredire verbalmente un bimbo di sei anni solo perché si toccava un dentino dondolante o di negare aiuto alla lavagna a una disabile definendola “pigra”; dall’altro ossessiva, arrivando a sostituirsi agli alunni nel colorare i disegni o accompagnandoli in bagno mano nella mano anche quando non necessario. Nemmeno le colleghe sarebbero state risparmiate da toni offensivi e provocatori, spesso proferiti in presenza dei minori.

Tutto ha avuto fine grazie all’esposto presentato dalla famiglia di uno degli alunni con disabilità, che ha spinto la dirigente scolastica a informare la Procura e i Carabinieri. L’insegnante, colpita da una sanzione disciplinare nel dicembre 2022 mentre era già assente per malattia, non ha più fatto ritorno in classe. La sentenza del Tribunale è attesa per l’inizio del prossimo luglio.