Cronaca, Rimini. Minacce e violenza per poche birre a Marina Centro: condannati a 4 anni due rapinatori

Una serata di giugno del 2024, degenerata per il furto di alcune bevande dal valore irrisorio, si è conclusa oggi, martedì 10 febbraio 2026, con una pesante sentenza di condanna per due uomini di 40 e 48 anni. Il Tribunale collegiale ha stabilito una pena di 4 anni di reclusione per i due soggetti — uno residente a Varese e l’altro domiciliato a Rimini — ritenuti responsabili di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio, avvenuto in un minimarket di Marina Centro, aveva destato particolare scalpore per l’aggressività mostrata dagli imputati a fronte di un bottino di appena 10 euro.

Secondo la ricostruzione dei fatti emersa durante il processo, i due erano entrati nell’esercizio commerciale prelevando alcune bottiglie di birra e tentando di guadagnare l’uscita senza passare dalla cassa. Al tentativo del titolare di farsi pagare, la situazione era precipata rapidamente: tra spintoni e intimidazioni, i due avrebbero minacciato il proprietario di dare fuoco all’attività se non avesse desistito. Uno dei due, facendo leva sulle proprie origini campane, avrebbe persino asserito che il loro gruppo controllava la città di Rimini, sfidando apertamente l’autorità di polizia e magistratura.

Il clima di tensione non si era placato neppure con l’arrivo delle volanti della Polizia di Stato. Anche davanti agli agenti, il 48enne e il 40enne avevano mantenuto un atteggiamento ostile, rifiutandosi di fornire i propri documenti e arrivando a spintonare i poliziotti. Tale condotta aveva portato all’arresto immediato. Durante il dibattimento, la difesa — rappresentata dai legali Matteo Paruscio e Gilberto Martinini — aveva cercato di smontare l’accusa di rapina, sostenendo che le birre fossero state regolarmente pagate e che il diverbio fosse scaturito da un insulto discriminatorio rivolto dal negoziante verso le loro origini.

Tuttavia, il Collegio giudicante non ha ritenuto credibile la versione difensiva. Nonostante la richiesta del pubblico ministero fosse leggermente superiore (4 anni e 6 mesi), i giudici hanno optato per una condanna severa, influenzata dalle aggravanti e dalla recidiva specifica che gravava su uno dei due coinvolti. Mentre la sentenza per rapina e resistenza è stata confermata, i giudici si sono dichiarati incompetenti in merito alle minacce verbali, rinviando gli atti al Giudice di Pace per un ulteriore approfondimento.