Cronaca. Rimini, nuove accuse di stalking per un 60enne riminese: minacce via TikTok all’ex compagna

Non accenna a placarsi la vicenda giudiziaria che vede protagonista un 60enne residente a Rimini, già al centro di pesanti indagini per gravi episodi di cronaca locale. L’uomo, attualmente sotto i riflettori degli inquirenti per aver perseguitato sui social un uomo e una donna in concorso con un noto tiktoker, e sospettato di essere tra i responsabili del rogo doloso che a maggio ha distrutto l’auto del criminalista Davide Barzan in viale Diaz a Riccione, deve ora rispondere di un nuovo filone d’inchiesta. Il Pubblico Ministero Luca Bertuzzi ha infatti richiesto il rinvio a giudizio per il reato di stalking, questa volta perpetrato ai danni della sua ex convivente.

Il quadro accusatorio si è aggravato a partire dal mese di dicembre 2024, quando il 60enne ha iniziato a utilizzare la piattaforma TikTok per diffondere contenuti inquietanti. Nonostante l’uomo avesse già alle spalle una condanna definitiva per comportamenti persecutori verso la medesima donna, assistita dall’avvocato Giovanna Ollà, avrebbe ripreso a pubblicare post e video dal tono fortemente intimidatorio. Sebbene i messaggi fossero formalmente indirizzati ai figli, il contenuto reale appariva chiaramente volto a denigrare e minacciare l’ex compagna, manifestando una pericolosa persistenza nel tempo.

Attraverso la narrazione dei fatti presentata dall’accusa, emergono dettagli preoccupanti sulle esternazioni del riminese nei suoi videomessaggi. Il 60enne ha dichiarato apertamente di non avere più nulla da perdere e di essere pronto a tutto, arrivando a descrivere veri e propri appostamenti sotto l’abitazione della vittima. In una delle comunicazioni caricate sui social, l’uomo ha affermato di essere disposto ad attendere anche venti ore, dormendo persino in auto se necessario, pur di intercettare gli spostamenti della donna, sottolineando la propria indifferenza verso le conseguenze delle sue azioni.

La nuova posizione processuale del presunto stalker, difeso dal legale Antonio Pasquale Pelusi del foro di Foggia, sarà oggetto di un’udienza preliminare fissata per l’inizio di marzo 2026. In quella sede, davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP), verrà discussa la richiesta di processo per questi ultimi episodi di minacce digitali che si sommano a un curriculum giudiziario già estremamente complesso e segnato da episodi di violenza e persecuzione.