Un’attesa che si sta trasformando in angoscia per una famiglia riminese, costretta a combattere contro i tempi della burocrazia sanitaria per garantire la salute del proprio figlio. Al centro della vicenda – svelata dalle pagine web de Il Resto del Carlino – c’è un bambino di appena nove anni, affetto da una grave patologia neurologica, che da oltre cento giorni attende l’inizio di un ciclo di terapie prescritte ma mai attivate.
La diagnosi e lo stallo
Il piccolo soffre di una forma di encefalopatia post-infettiva autoimmune, sindrome nota in ambito medico con l’acronimo Pans/Pandas. Si tratta di una condizione complessa che necessita di trattamenti specifici e tempestivi, come trasfusioni mirate. Nonostante le indicazioni cliniche siano state formalizzate lo scorso novembre 2025, a distanza di quattro mesi il protocollo di cura non è ancora partito, lasciando il paziente senza la necessaria copertura terapeutica.
La denuncia dei genitori
La famiglia si è rivolta al reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale “Infermi” di Rimini, struttura che figura tra i tre centri di riferimento regionale per la gestione di questa malattia. Tuttavia, quello che doveva essere un percorso di assistenza si è arenato, innescando un duro confronto tra i genitori e l’Azienda Sanitaria Locale. La denuncia dei familiari è chiara: l’urgenza medica si è scontrata con ritardi incomprensibili, negando di fatto al bambino il diritto a cure essenziali per la sua qualità di vita.











