Il processo per l’uccisione di Pierina Paganelli subisce un’accelerazione improvvisa. La Corte d’Assise di Rimini ha calendarizzato un’udienza straordinaria per il 30 marzo, interamente dedicata all’esame di Louis Dassilva. Il 36enne senegalese, unico imputato per il delitto, ha fatto sapere attraverso i propri difensori di voler rispondere a tutte le domande del pubblico ministero Daniele Paci, rinunciando alla facoltà di restare in silenzio.
Nuovi elementi audio e sospetti di depistaggio
La decisione di anticipare il faccia a faccia arriva dopo le novità emerse nell’ultima udienza. Gli inquirenti hanno sottoposto alla Corte alcune registrazioni audio che collocherebbero Dassilva fuori dalla propria abitazione poco prima del delitto, proprio mentre la vittima stava rientrando a casa. Un elemento che alimenta interrogativi sulla possibilità che l’uomo stesse attendendo l’anziana. I legali della famiglia Paganelli hanno inoltre sollevato sospetti di depistaggio, contribuendo ad accrescere la tensione attorno al procedimento.
La ricostruzione del delitto
Pierina Paganelli fu trovata senza vita nel garage del condominio di via del Ciclamino, colpita da 29 coltellate. Per quel brutale omicidio Dassilva è l’unico indagato. Sebbene non sia ancora emersa una prova ritenuta decisiva, l’ultima seduta processuale ha gettato nuove ombre sulla sua posizione.
Riti voodoo e la relazione clandestina
Nel corso del dibattimento sono affiorati ulteriori dettagli sulla vita privata dell’imputato. È emerso che Dassilva avrebbe commissionato riti voodoo contro gli investigatori impegnati nel caso. L’udienza ha inoltre approfondito la relazione clandestina tra l’uomo e Manuela Bianchi, nuora della vittima, proseguita anche dopo l’omicidio.











