La fine di una relazione sentimentale si è trasformata in un incubo giudiziario per un uomo di 34 anni residente a Misano, che il prossimo 28 febbraio varcherà la soglia del Tribunale di Rimini per rispondere di atti persecutori. Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi, basandosi sulle indagini condotte dai Carabinieri, ha ottenuto il giudizio immediato nei confronti dell’imputato, accusato di aver perseguitato sistematicamente la sua ex compagna. La spirale di molestie ha avuto inizio lo scorso agosto, subito dopo la decisione della donna, di qualche anno più grande, di troncare il rapporto; una scelta mai accettata dal trentaquattrenne, che ha reagito con un crescendo di comportamenti invasivi e violenti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe inizialmente tentato di forzare un riavvicinamento tempestando la vittima di telefonate, con una media di cinque o sei contatti quotidiani, arrivando a coinvolgere amici e parenti pur di raggiungerla indirettamente. La situazione è precipitata quando l’indagato ha scoperto che la donna stava frequentando un’altra persona. Da quel momento, le pressioni si sono trasformate in vere e proprie intimidazioni: la denuncia presentata dalla vittima riporta minacce sempre più esplicite rivolte sia a lei che al nuovo conoscente. In particolare, il misanese avrebbe vantato presunti legami della propria famiglia con ambienti mafiosi, paventando l’uso di metodi sbrigativi e assicurando alla donna di essere costantemente informato sui suoi spostamenti per costringerla a tornare sui propri passi.
Il momento di massima tensione è stato raggiunto lo scorso ottobre, quando l’imputato si è presentato sotto l’abitazione della ex, bussando con insistenza alla porta. Nonostante l’intervento dei Carabinieri, chiamati dalla donna terrorizzata, l’uomo non si è arreso: appena la pattuglia si è allontanata, ha ripreso l’assalto telefonico, costringendo la vittima a bloccare ripetutamente numeri sconosciuti. Questo clima di perenne sorveglianza e aggressione psicologica ha generato nella donna un profondo stato di ansia e un fondato timore per la propria incolumità, portandola infine a formalizzare la querela che ha dato il via all’azione penale.
Difeso dai legali Mario Opramolla e Giuseppe Ferlisi, l’uomo dovrà ora affrontare l’accusa di stalking aggravato davanti al giudice monocratico. Il dibattimento, fissato per la fine di febbraio, dovrà fare luce su mesi di vessazioni che hanno profondamente segnato la vita quotidiana della donna, costretta a cambiare le proprie abitudini per sfuggire a un’ossessione che non ha conosciuto tregua nemmeno davanti alla presenza delle forze dell’ordine.











