Ore di angoscia seguite dal sollievo per la famiglia e gli amici di un giovane professionista riminese, il cui nome è finito erroneamente nell’elenco delle persone irreperibili dopo il disastroso incendio in Svizzera. Giovanni Raggini, 28enne ingegnere gestionale informatico, si trovava effettivamente nella località sciistica la notte di Capodanno, ma fortunatamente non era presente nel locale al momento della tragedia.
Il disguido e la rassicurazione
Nonostante il giovane avesse già provveduto a contattare i propri cari per rassicurarli, il suo nominativo è circolato per diverse ore nella giornata di ieri tra quelli dei dispersi legati al rogo del “Le Constellation”. Una situazione paradossale che si è risolta solo dopo che le verifiche hanno confermato la sua totale estraneità all’incidente. Il ragazzo, infatti, stava festeggiando l’arrivo del 2026 insieme ad alcuni amici nella piazza centrale di Crans-Montana, a circa duecento metri di distanza dal bar divenuto teatro del dramma.
La testimonianza e il rientro
Secondo quanto ricostruito, il gruppo di amici non ha percepito nell’immediato la gravità di quanto stava accadendo a poca distanza. Raggini ha spiegato che durante i festeggiamenti in piazza non si erano accorti di nulla; la consapevolezza dell’evento è arrivata solo al momento del rientro verso il proprio alloggio, quando hanno notato l’imponente dispiegamento di mezzi di soccorso e vigili del fuoco. La mattina seguente, ovvero ieri, il risveglio è stato segnato dalle telefonate allarmate dei genitori. A quel punto, utilizzando i canali social e il telefono, i ragazzi hanno confermato a tutti i conoscenti di stare bene, smentendo le voci che li volevano coinvolti.
Dopo aver trascorso la giornata di ieri chiusi in casa, apprendendo progressivamente i dettagli della catastrofe, il gruppo ha organizzato il rientro in Italia.
Il contesto della tragedia
Mentre si chiarisce la posizione dei connazionali, resta drammatico il bilancio generale dell’incendio. Le autorità elvetiche, che hanno scartato fin da subito la pista terroristica, stanno concentrando le indagini sulle cause accidentali. Le prime ipotesi investigative suggeriscono che le fiamme possano essere scaturite da candele o fuochi pirotecnici applicati a bottiglie, che avrebbero innescato il rogo attecchendo al soffitto. Al momento si contano decine di vittime e oltre cento feriti, tra cui diversi italiani ricoverati con ustioni gravi.
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