Si è chiuso con una condanna per omicidio colposo il processo di primo grado a carico dei titolari di un locale di Torre Pedrera, ritenuti responsabili della tragedia che ha colpito Stefano Allocchi. Il Tribunale ha inflitto oggi pene sospese a padre e figlio, rispettivamente di 74 e 41 anni: quattro mesi di reclusione per il genitore e sei mesi per il più giovane.
La vicenda giudiziaria affonda le radici in un drammatico infortunio avvenuto nell’agosto del 2015. Allocchi, autotrasportatore originario di Forlì, si trovava nel locale per effettuare una consegna di prodotti alimentari. Mentre scendeva verso il piano interrato, l’uomo precipitò rovinosamente. Dagli accertamenti emersi in fase dibattimentale, è risultato che la scala utilizzata non fosse a norma, in quanto priva delle necessarie protezioni come corrimano e parapetto.
Le conseguenze della caduta furono devastanti. Il 44enne riportò un gravissimo trauma cranico e fratture multiple che lo condussero prima alla tetraplegia e successivamente in uno stato vegetativo irreversibile. Dopo un’agonia durata cinque anni, trascorsi immobile in un letto, l’uomo si è spento il 10 marzo 2020 presso una struttura sanitaria di Forlimpopoli.
Con la sentenza penale pronunciata nei confronti dei due imputati, la battaglia legale si sposterà ora in sede civile per la definizione del risarcimento danni. La famiglia della vittima aveva inizialmente quantificato una richiesta pari a 14 milioni di euro, cifra calcolata per coprire l’assistenza e le cure vitalizie. Tuttavia, dato il decesso del lavoratore, l’ammontare dovrà essere ricalcolato e verosimilmente ridimensionato, basandosi sulla sofferenza patita nei cinque anni di sopravvivenza successivi all’incidente.












