Cronaca. Rimini, processo omicidio Pierina Paganelli. La moglie di Dassilva: “Pierina era rivoltante…”

Una deposizione carica di astio quella resa ieri nell’aula del tribunale di Rimini da Valeria Bartolucci, chiamata a testimoniare nel processo per l’assassinio di Pierina Paganelli. La donna, coniuge dell’unico indagato di origine senegalese Louis Dassilva, ha utilizzato parole durissime nei confronti della vittima di 78 anni, descrivendo il suo comportamento come spregevole e inaccettabile.

L’udienza in Corte d’Assise è stata segnata da continui scontri verbali tra le parti, in un’atmosfera appesantita dalle indagini parallele che vedono la testimone accusata di favoreggiamento. Nonostante la possibilità di astenersi dal parlare in quanto moglie dell’imputato, l’infermiera ha voluto rispondere alle domande del pubblico ministero, difendendo con fermezza la posizione del marito.

Nel corso del suo intervento, la testimone ha ammesso di aver ascoltato clandestinamente diverse conversazioni private della Paganelli mentre si trovava sul proprio balcone. Ha giustificato l’appellativo offensivo rivolto all’anziana spiegando che quest’ultima era solita sparlare di questioni intime riguardanti i propri figli e la nuora. La donna ha inoltre confermato di aver descritto il nucleo familiare della vittima come un covo di serpenti.

Riguardo alla sera in cui si è consumato l’omicidio nell’ottobre 2023, la moglie del 35enne senegalese ha riferito che il marito si era addormentato indossando i medesimi indumenti utilizzati durante il pomeriggio. Ha poi dettagliato i momenti successivi al ritrovamento del cadavere nel garage, avvenuto la mattina seguente, specificando di essere stata informata della tragedia dal coniuge subito dopo il suo rientro dal lavoro.

Il confronto in aula è stato interrotto più volte dalle obiezioni della difesa, mentre l’accusa ha ipotizzato che i forti attriti familiari abbiano agito da detonatore per il delitto. Il procedimento prosegue ora tra reciproche querele e un impianto accusatorio che, per il momento, resta basato su una complessa rete di indizi piuttosto che su prove definitive.