Si riaccendono oggi, lunedì 12 gennaio, i riflettori sulla Corte d’Assise di Rimini per la ripresa del processo relativo all’omicidio di Pierina Paganelli, l’anziana di 78 anni assassinata nell’ottobre 2023. La settima udienza, che vede come unico imputato Louis Dassilva, si apre in un clima di forte tensione dovuto agli sviluppi investigativi emersi proprio nella giornata di ieri, domenica 11 gennaio. Al centro dell’attenzione vi è la moglie dell’imputato, Valeria Bartolucci, attesa oggi al banco dei testimoni ma con una posizione giuridica radicalmente mutata: la donna risulta infatti iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di aver fornito false dichiarazioni al pubblico ministero.
La nuova pista investigativa, resa nota ieri dalla Procura di Rimini, ipotizza che la Bartolucci abbia tentato di costruire artificialmente un alibi per il marito in relazione alla notte del delitto avvenuto nei sotterranei di via del Ciclamino. Secondo le ricostruzioni della Squadra Mobile, basate su intercettazioni ambientali registrate circa un mese dopo l’omicidio, la donna avrebbe chiesto esplicitamente al coniuge indicazioni su cosa riferire agli inquirenti in vista di un nuovo interrogatorio, manifestando la necessità di allineare le versioni.
Nonostante l’ipotesi d’accusa e le speculazioni su un possibile slittamento della sua audizione, la difesa ha confermato la presenza della donna in aula. L’avvocata Chiara Rinaldi, intervenendo questa mattina prima dell’inizio dei lavori, ha precisato che la sua assistita, pur essendo indagata, mantiene un atteggiamento tranquillo ed è intenzionata a rispondere alle domande del pm Daniele Paci e delle parti. La legale ha inoltre invitato alla cautela rispetto alle ricostruzioni mediatiche circolate nelle ultime ore. Il confronto odierno verterà sulla ricostruzione di quella sera e sui rapporti interni al condominio e alla famiglia.
Oltre al nodo cruciale della deposizione della Bartolucci, l’udienza prevede l’ascolto di altri testi significativi. Tra questi figura Emanuele Neri, vicino di casa della vittima, finito al centro delle indagini per la questione delle riprese della videosorveglianza della farmacia. Neri è stato identificato come il soggetto ripreso dalla “cam 3” in un orario compatibile con quello del presunto assassino, inizialmente confuso con Dassilva. Un incidente probatorio ha successivamente escluso che si trattasse del 35enne senegalese per incompatibilità antropometriche legate all’altezza.
Il programma della giornata include anche la testimonianza della moglie di Neri, degli ufficiali di polizia giudiziaria e dei consulenti tecnici della Procura. Verranno esposti i risultati delle analisi sui dispositivi elettronici sequestrati, sul funzionamento dell’ascensore condominiale e gli studi biomeccanici sui movimenti del soggetto ignoto ripreso dalle telecamere, oltre alla deposizione di un investigatore privato ingaggiato brevemente dalla coppia Dassilva-Bartolucci nelle fasi iniziali della vicenda.











