Il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli si arricchisce di dettagli sempre più surreali e inquietanti. Durante le udienze di ieri, lunedì 2 febbraio, sono emerse conversazioni intercettate che delineano uno scenario di accuse velate, codici segreti e minacce ipotetiche, gettando una luce ancora più torbida sulla fitta rete di rapporti che lega i protagonisti della vicenda.
Al centro della scena è finita una registrazione del febbraio 2024 che ha come protagonista Valeria Bartolucci. Durante un dialogo con un giornalista, la donna avrebbe utilizzato un bizzarro “codice” basato sui nomi dei suoi gatti (Oreo, Otello, Ares) per fare riferimento alle persone coinvolte. Attraverso questo sistema, la Bartolucci avrebbe attribuito la responsabilità del delitto ai fratelli Bianchi, come conseguenza di un violento litigio tra la vittima e la nuora Manuela, spingendosi a suggerire come sarebbero state occultate le tracce nel garage teatro del delitto.
Ma le rivelazioni non si fermano qui. Nelle stesse registrazioni, Valeria Bartolucci si sarebbe lasciata andare a dichiarazioni scioccanti, affermando che se avesse scoperto in tempo la relazione extraconiugale tra suo marito e Manuela Bianchi, non sarebbe stata Pierina a morire, ma proprio quest’ultima. Parole pesantissime a cui si aggiungono illazioni sull’incidente che vide coinvolto Giuliano Saponi, figlio della vittima, definito sarcasticamente “lo smemorato di Collegno” e il cui sinistro viene ipoteticamente attribuito a Loris Bianchi. La difesa della donna ha tentato di smorzare la portata di tali affermazioni, descrivendo la sua assistita come una persona non lucida in quel momento e provata da una forte pressione mediatica.
In questo quadro di crescenti colpi di scena, passa quasi in secondo piano la notizia che il Tribunale del Riesame ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere per Louis Dassilva, unico indagato per l’omicidio. La sua difesa continua a denunciare la presenza di “buchi clamorosi” nella ricostruzione dei fatti, ma per ora l’uomo resta detenuto.











