Cronaca. Rimini, quattro condanne per traffico di auto rubate e riciclate

Si è concluso oggi davanti al Tribunale collegiale di Rimini il processo a carico di quattro imputati accusati, a vario titolo, di aver introdotto sul mercato italiano veicoli rubati dopo averli resi apparentemente regolari attraverso documenti falsi e alterazioni tecniche. Le condanne complessive ammontano a quasi sette anni di reclusione.

Il procedimento ha riguardato un 57enne, un 40enne e una 34enne originari della Puglia e un 48enne residente nel Reggiano. Secondo l’accusa, il gruppo aveva messo in piedi un sistema strutturato per immettere in commercio automobili di provenienza illecita, facendole risultare formalmente immatricolate e idonee alla circolazione.

La pena piu elevata e stata inflitta alla 34enne, condannata a tre anni e tre mesi di carcere e a una multa di 1.200 euro per ricettazione e riciclaggio. Il 57enne ha ricevuto una condanna a due anni e sei mesi con una sanzione pecuniaria di 750 euro per ricettazione. Più contenute le pene per gli altri due imputati: cinque mesi con sospensione per il 40enne e sei mesi con 200 euro di multa per il 48enne.

I fatti contestati risalgono al 2018. L’impianto accusatorio ha ricostruito un meccanismo che partiva dall’acquisizione di documenti di circolazione tedeschi originali ma sottratti in bianco in Germania. Trattandosi di moduli autentici non ancora compilati, questi venivano utilizzati come base per creare una falsa identita amministrativa dei veicoli rubati.

Successivamente, sulle auto venivano eseguite modifiche materiali ai numeri di telaio. In almeno due casi, una Jeep Renegade e un’Audi Q3, il codice identificativo sarebbe stato sostituito con numerazioni coerenti con quelle riportate nei documenti alterati. I certificati esteri venivano poi compilati con dati non conformi agli standard tedeschi, intestazioni errate e date modificate manualmente.

Con questa documentazione apparentemente regolare, le vetture venivano presentate alla Motorizzazione Civile di Rimini per ottenere l’immatricolazione italiana. Una volta ottenute targhe e carta di circolazione, i mezzi risultavano formalmente legittimi e pronti per la vendita.

Nel caso dell’Audi Q3, un acquirente ha versato oltre 14mila euro tramite bonifico, rimanendo vittima della truffa. La sentenza ha riconosciuto l’intero impianto accusatorio, certificando l’esistenza di un sistema finalizzato al riciclaggio di auto rubate attraverso procedure amministrative falsificate.