È terminata ieri sera l’odissea dei quattro studenti riminesi rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti a causa delle recenti tensioni belliche in Medio Oriente. I giovani sono atterrati in sicurezza all’aeroporto di Milano Malpensa a bordo di un volo speciale decollato da Abu Dhabi, potendo finalmente riabbracciare le proprie famiglie dopo giorni di forte apprensione.
L’emergenza e l’arrivo in Italia
I ragazzi, iscritti agli istituti scolastici Cesare-Valgimigli e Valturio, si trovavano a Dubai per partecipare a un’iniziativa didattica promossa dall’associazione Wsc Italia. La situazione era precipitata lo scorso sabato, quando l’inasprirsi del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran aveva provocato la chiusura dello spazio aereo civile.
Il velivolo d’emergenza, che trasportava in totale circa duecento connazionali, ha toccato la pista del Terminal 1 intorno alle 19.25 di ieri. Dopo una lunga attesa al gate B degli arrivi, i passeggeri sono stati scortati all’esterno dalle forze dell’ordine, accolti da decine di parenti in trepidante attesa dietro le transenne.
Il racconto dei momenti di tensione
Raggiunta telefonicamente durante il tragitto in auto verso casa insieme alla madre Giuliana Emili, una delle alunne, Marta, ha descritto l’impatto emotivo del rientro. La giovane ha spiegato come l’esperienza iniziale sia stata estremamente formativa, rendendo difficile il distacco dal progetto, seppur inevitabile vista l’emergenza. Ha poi raccontato i momenti di ansia vissuti in albergo, amplificati dalla circolazione di informazioni infondate sui social network e dalle comunicazioni ufficiali frammentarie, fornite col contagocce per non generare ulteriore panico. Il clima all’interno del gruppo era altalenante, con alcuni compagni in preda all’agitazione e altri impegnati a mantenere la calma, fino all’esplosione di gioia collettiva alla notizia dell’imminente rimpatrio.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Tabatha Iacopino, che si è abbandonata a un pianto liberatorio stringendo la madre Monica Stanzione. La studentessa ha tracciato un bilancio personale diviso a metà: da un lato il grande valore di un viaggio rivelatosi fondamentale per la crescita personale, dall’altro la difficoltà emotiva del ritorno alla normalità. La ragazza ha infatti sottolineato quanto sia stato doloroso separarsi dai coetanei con cui ha condiviso giorni di forte stress, evidenziando come la situazione di emergenza abbia contribuito a forgiare legami umani profondi e inaspettati in un lasso di tempo molto ristretto.












