Cronaca. Rimini, scompare Brustenghi: l’uomo che rivoluzionò il fitness

Il mondo dello sport e del benessere piange oggi la scomparsa di Gabriele Brustenghi, l’avvocato e manager che ha saputo trasformare l’attività fisica da pura competizione sportiva a fenomeno di massa. Con le sue intuizioni pionieristiche, ha radicalmente modificato lo stile di vita degli italiani, lasciando un’impronta indelebile soprattutto sulla Riviera romagnola.

Proprio a Rimini, infatti, prese forma una delle sue creazioni più celebri: il Festival del Fitness. Ispirato dalle tendenze salutiste osservate sulle spiagge californiane, Brustenghi portò in Italia un format totalmente inedito. Gli spazi espositivi smisero di essere semplici vetrine per trasformarsi in enormi palestre dove migliaia di persone potevano allenarsi insieme, condividendo energia e divertimento senza l’ansia della prestazione agonistica.

Quella manifestazione, inizialmente battezzata “California”, crebbe a dismisura fino a diventare un punto di riferimento su scala globale. Anche in seguito alla separazione dalla fiera riminese avvenuta nel 2006, che diede poi i natali a RiminiWellness, l’impronta originale del suo fondatore rimase inalterata. Il suo talento manageriale si era già espresso ai massimi livelli con il marchio Ellesse, portato al successo mondiale legandolo a icone del tennis come Boris Becker e Guillermo Vilas, e a trionfi nell’atletica come la vittoria di Gianni Poli alla maratona di New York del 1986.

Lo sguardo visionario del manager si spinse ben oltre il mondo delle palestre. Fu lui, nel lontano 1979, a sconvolgere le regole del calcio italiano ideando la prima sponsorizzazione commerciale sulla divisa di una squadra, abbinando il marchio Ponte alle maglie del Perugia. Un’iniziativa che all’epoca generò ostacoli e sanzioni, ma che di fatto riscrisse per sempre l’economia dell’intero settore calcistico.

Nel corso della sua carriera ha inoltre favorito la nascita di palestre quando il settore era ancora agli albori e ha sostenuto manifestazioni podistiche come Vivicittà, spingendo la pratica della corsa ben prima che diventasse un’abitudine globale. Se l’attenzione per la cura del corpo e l’allenamento quotidiano rappresentano oggi una consuetudine per milioni di persone, gran parte del merito va attribuita a chi ha saputo immaginare e costruire un nuovo approccio al benessere collettivo.