Pensava di aver trovato l’escamotage perfetto per aggirare la legge e rientrare in Italia, ma il piano è naufragato durante un controllo stradale. I Carabinieri di Viserba hanno arrestato un 42enne di nazionalità albanese, colpevole di essere tornato nel nostro Paese violando un decreto di espulsione ancora attivo.
Il controllo sospetto
L’uomo è stato fermato ieri pomeriggio mentre viaggiava a bordo di un’auto con targa straniera insieme a un’altra persona, lungo una via secondaria di Torre Pedrera. Alla richiesta dei documenti, il 42enne ha mostrato passaporto e patente rilasciati dalle autorità albanesi, entrambi autentici. Tuttavia, non ha saputo fornire alcuna giustificazione valida circa la sua presenza sul territorio italiano, essendo sprovvisto del permesso di soggiorno. L’atteggiamento vago e alcune incongruenze hanno spinto i militari ad approfondire gli accertamenti, accompagnando l’uomo in caserma.
Lo stratagemma del matrimonio
Le verifiche incrociate e le impronte digitali hanno svelato il trucco. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti, era stato colpito nel 2023 da un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura di Bari, con relativo divieto di reingresso in Italia, misura che era stata regolarmente eseguita con il rimpatrio.
Una volta tornato in patria, però, il 42enne aveva escogitato un piano per cancellare le tracce del suo passato giudiziario: si era sposato e, sfruttando la normativa locale, aveva assunto il cognome della moglie. Con le nuove generalità anagrafiche, “pulite” agli occhi dei sistemi di frontiera superficiali, aveva ottenuto documenti validi ed era riuscito a rientrare illegalmente in Italia, convinto di poterla fare franca.
L’arresto
Scoperto il raggiro, per il 42enne sono scattate le manette con l’accusa di violazione delle norme sull’immigrazione. Dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza della stazione dei Carabinieri, questa mattina è comparso davanti al giudice del Tribunale di Rimini per il processo per direttissima.












