Si chiude con un accordo sulla pena la delicata vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un operatore sanitario accusato di aver approfittato di una degente a lui affidata. Un infermiere di 37 anni, residente a Riolo Terme, ha patteggiato ieri mattina una condanna a due anni di reclusione, con pena sospesa, per violenza sessuale continuata e aggravata.
Le accuse e le indagini
I fatti al centro del procedimento risalgono all’autunno del 2024, nello specifico tra i mesi di ottobre e novembre. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri e sostenuto dalla Procura, l’uomo avrebbe sfruttato la propria posizione professionale e lo stato di fragilità psicologica della vittima, una ragazza poco più che ventenne ricoverata in una struttura psichiatrica del territorio. L’accusa ha contestato all’infermiere di aver indotto la giovane ad avere rapporti sessuali in almeno tre diverse occasioni, approfittando del rapporto asimmetrico tra curante e paziente.
Dalla difesa al patteggiamento
La vicenda aveva portato all’arresto del 37enne nel gennaio dello scorso anno. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato aveva tentato di difendersi sostenendo la tesi del rapporto consenziente, affermando che fosse stata la ragazza ad assumere l’iniziativa. Una versione che non aveva evitato la misura cautelare in carcere, successivamente commutata negli arresti domiciliari.
Ieri, davanti al giudice del Tribunale di Ravenna, è stato formalizzato l’epilogo penale con il patteggiamento. La vittima ha scelto di non costituirsi parte civile all’interno di questo procedimento, riservandosi di agire separatamente in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni subiti.












