Cronaca. Rogo al centro islamico di Rimini: la Scientifica indaga tra l’ipotesi del dolo e quella del guasto elettrico

Le prime luci dell’alba di oggi hanno illuminato i resti ancora fumanti della tensostruttura di via Ungheria, a Rimini, trasformata in luogo di preghiera e completamente distrutta da un violento incendio divampato nella notte. Gli esperti della Scientifica e gli uomini della Digos della Questura di Rimini sono attualmente impegnati in un’attività investigativa serrata per risalire all’origine del rogo, cercando di stabilire se dietro l’accaduto vi sia una matrice dolosa o un tragico incidente tecnico. Al momento, la Procura di Rimini ha già provveduto all’apertura di un fascicolo d’indagine, mantenendo tuttavia il massimo riserbo e non escludendo alcuna pista investigativa.

L’allarme è scattato intorno alle 3:30 del mattino, quando le fiamme hanno avvolto il gazebo adiacente alla sede dell’Associazione Italo-kuwaitiana per le opere umanitarie, edificio che si trova tuttora in fase di ristrutturazione. Per fare luce sulla dinamica, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro dei materiali carbonizzati, che verranno analizzati minuziosamente alla ricerca di eventuali tracce di inneschi o acceleranti. Parallelamente, le indagini si stanno concentrando sulla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza delle attività commerciali situate nelle vicinanze del centro islamico.

Un elemento di riflessione centrale per le autorità riguarda la tempistica dell’evento, verificatosi proprio in concomitanza con l’avvio del Ramadan, fattore che alimenta il sospetto di un atto deliberato. Tuttavia, i responsabili del centro islamico hanno fornito una ricostruzione che sposta l’attenzione su una possibile causa accidentale. Secondo i rappresentanti della comunità, infatti, durante la serata precedente era stato attivato l’impianto di riscaldamento all’interno della tensostruttura per accogliere i fedeli in un ambiente confortevole. Tale circostanza lascia ipotizzare che un cortocircuito possa essere stata la scintilla scatenante del disastro.

Nonostante la gravità dei danni subiti dalla struttura esterna, resta un unico segnale di sollievo per la comunità religiosa: il fuoco, pur avendo devastato il luogo di culto temporaneo, non ha raggiunto i locali interni dove sono conservati i testi sacri, lasciando intatte le copie del Corano. Mentre le analisi tecniche proseguono, l’attesa è ora tutta per i risultati dei rilievi sui materiali sequestrati, fondamentali per chiarire se il centro islamico di Rimini sia stato vittima di un attacco mirato o di una sfortunata fatalità elettrica.