Le massime cariche dello Stato si sono riunite oggi nell’Aula della Camera per una celebrazione solenne che segna un punto di non ritorno nella memoria storica nazionale. Il Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto al suo ingresso da un lungo e caloroso applauso, della Premier Giorgia Meloni e dei presidenti di Camera e Senato. Un momento di raccoglimento istituzionale per ribadire che la tragedia del confine orientale non sarà mai più relegata ai margini della storia italiana.
Il monito contro il negazionismo
Il Presidente del Consiglio ha voluto inviare un messaggio netto, sottolineando come l’Italia non permetterà più che questa pagina dolorosa venga cancellata o sminuita. Secondo la Premier, il Paese ha il dovere di guardare in faccia la verità, respingendo ogni tentativo di giustificazionismo o negazionismo. Ha inoltre ricordato il sacrificio di centinaia di migliaia di connazionali che abbandonarono le loro terre per non rinunciare alla propria identità, definendoli italiani due volte: per nascita e per scelta. Il ricordo, ha precisato, non deve essere inteso come rancore, ma come un atto di giustizia necessario per costruire una memoria condivisa.
Le voci delle istituzioni
Durante la cerimonia, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha evidenziato come le tragedie del passato debbano fungere da monito perenne contro l’odio e le conseguenze dei conflitti, richiamando tutti alla responsabilità di edificare una società libera da intolleranze. Sulla stessa linea il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito la commemorazione un atto di giustizia per restituire dignità alle vittime di una persecuzione sistematica. Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha rimarcato la gravità dei massacri perpetrati dalle milizie di Tito, ricordando come per troppo tempo queste vicende siano state tacitate.
Testimonianze e cultura
L’evento a Montecitorio non è stato solo istituzionale ma anche culturale ed emotivo. Si sono alternati gli interventi dello storico Gianni Oliva e di Toni Concina per l’Associazione Dalmati, ma particolarmente toccante è stata la testimonianza di Abdon Pamich, campione olimpico e profugo fiumano, la cui storia è stata rievocata anche attraverso clip documentaristiche. Spazio anche alle nuove generazioni con la premiazione delle scuole vincitrici del concorso nazionale dedicato al tema, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La giornata si concluderà simbolicamente con l’illuminazione tricolore della facciata di Montecitorio e le bandiere a mezz’asta, mentre prosegue il viaggio ideale del “Treno del Ricordo” che attraversa l’Italia per unire Nord e Sud nella memoria.











