Cronaca. Romagna, incubo porta a porta per le anziane: sgominata banda che finanziava la bella vita con le truffe

Un giro d’affari milionario costruito sulla fragilità delle persone sole, utilizzato per finanziare vacanze da sogno e garage pieni di supercar. È quanto hanno scoperto gli uomini della Guardia di Finanza di Padova che ieri hanno smantellato un’organizzazione criminale accusata di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione. L’operazione ha toccato da vicino anche la Romagna, territorio in cui la banda aveva esteso la propria rete di raggiri ai danni di donne anziane.

Una pattuglia della Guardia di Finanza

Il sistema del terrore psicologico
Il meccanismo ideato dal gruppo, composto interamente da cittadini italiani, era tanto semplice quanto spietato. I malviventi entravano in possesso di liste di nominativi e si presentavano direttamente a casa delle vittime, selezionate con cura tra pensionate, casalinghe e donne sole. Una volta varcata la soglia, scattava la trappola: i venditori convincevano le signore che, a causa di vecchi contratti stipulati anni addietro, esisteva un obbligo legale pendente che le costringeva ad acquistare nuova merce.

Chi tentava di opporsi veniva minacciato di pesanti ripercussioni giudiziarie. Sotto questa pressione psicologica, le vittime si ritrovavano a comprare beni di scarso valore commerciale – come ferri da stiro, set di pentole, materassi o dispositivi per la magnetoterapia – a prezzi gonfiati fino all’800%, con cifre che oscillavano tra i 5.000 e i 7.000 euro. Spesso, non disponendo della liquidità necessaria, le anziane venivano indotte a sottoscrivere finanziamenti onerosi, intaccando le loro pensioni minime.

Dalle Ferrari alle manette
A tradire il sodalizio criminale è stato l’eccessivo tenore di vita ostentato dai suoi membri. Le indagini sono partite proprio notando come alcuni indagati frequentassero i locali più esclusivi della movida padovana a bordo di auto di lusso come Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche, pur presentando dichiarazioni dei redditi del tutto incoerenti con tale sfarzo. Gli accertamenti fiscali hanno poi rivelato l’anomalia di una clientela composta esclusivamente da donne ultrasessantenni.

Migliaia di vittime e recidiva
L’indagine ha fatto luce su oltre 1.200 casi di truffa distribuiti in tutto il Nord e Centro Italia. La Romagna risulta pesantemente colpita, con numerosi episodi registrati nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna. La spregiudicatezza del gruppo arrivava al punto di tornare più volte dalle vittime ritenute più vulnerabili: è emerso il caso eclatante di una signora costretta a subire quattro visite in tre anni, accumulando debiti per oltre 22.000 euro e finanziamenti estesi fino al 2030.

Il blitz e i sequestri
L’operazione condotta ieri ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari: per il presunto capo dell’organizzazione si sono aperte le porte del carcere, mentre due collaboratori sono finiti ai domiciliari con braccialetto elettronico e altri due hanno ricevuto l’obbligo di dimora notturna. Complessivamente sono dieci le persone denunciate. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha inoltre disposto il sequestro preventivo di beni e liquidità per un valore di 2,5 milioni di euro, considerati il profitto diretto dell’attività illecita.