Si e concluso ieri con una condanna il procedimento giudiziario legato all’infortunio avvenuto nell’aprile del 2019 all’interno di un’officina di Russi specializzata nel recupero di materiali metallici da demolizione. La giudice Roberta Bailetti ha riconosciuto colpevole di lesioni colpose il titolare dell’attivita, un 63enne, imponendogli una sanzione pecuniaria di mille euro e il pagamento di una provvisionale di 6mila euro in favore del lavoratore coinvolto.
La vicenda trae origine da un incidente accaduto nel tardo pomeriggio, quando un operaio di 43 anni stava maneggiando una batteria prelevata da un mezzo custodito nel magazzino dell’azienda. Il dispositivo e improvvisamente esploso, sprigionando acido che ha raggiunto il volto dell’uomo, interessando anche occhi e mani.
Il giorno successivo l’operaio si e recato all’ospedale di Faenza, dove i sanitari gli hanno riscontrato lesioni tali da comportare una prognosi di 15 giorni. A seguito dell’episodio sono scattati gli accertamenti, dai quali e emerso che il lavoratore non risultava formalmente assunto dalla ditta al momento dei fatti.
Nel corso delle indagini, alcuni dipendenti sentiti a sommarie informazioni hanno riferito che il 43enne non figurava tra il personale conosciuto dall’amministrazione aziendale. Questi elementi avevano inizialmente spinto la Procura a chiedere l’archiviazione del fascicolo al termine delle indagini preliminari.
L’iter giudiziario e tuttavia proseguito grazie all’opposizione presentata dal lavoratore, arrivando alla sentenza pronunciata ieri, che ha stabilito la responsabilita del titolare dell’officina per l’infortunio e le conseguenze subite dall’operaio.












