Residente a Cesena ma iscritto sul Titano, l’uomo è stato tradito dal secondo ordigno che gli è esploso tra le mani. Il club sammarinese rompe il silenzio: “Ci assumiamo la responsabilità della sua iscrizione, ma ci dissociamo totalmente. Collaboriamo con la Digos”.
Quella che doveva essere una domenica di festa per i colori nerazzurri allo stadio “Giovanni Zini” si è trasformata in un incubo di cronaca nera che tocca da vicino la Repubblica di San Marino. Dopo le concitate ore seguite al lancio del petardo che ha colpito il portiere della Cremonese, Emil Audero, emergono dettagli scioccanti sull’identità e sulla sorte del responsabile, un uomo di circa 40 anni iscritto proprio all’Inter Club San Marino.
Identikit di una follia: chi è il “lanciatore”
Sebbene tesserato presso il sodalizio del Titano, il responsabile non è un cittadino sammarinese, bensì un uomo – sembrerebbe di origini polacche – residente a Cesena. La sua posizione è stata chiarita nelle ultime ore dalle autorità: l’uomo aveva raggiunto Cremona in totale autonomia, muovendosi al di fuori dei canali del tifo organizzato e senza partecipare alla trasferta ufficiale del club sammarinese.
Il dramma nel settore ospiti: identificato perché mutilato
L’uomo non è stato individuato grazie a sofisticate telecamere, ma a causa delle conseguenze dirette del suo gesto. Dopo aver scagliato il primo petardo verso Audero al 49′, il tifoso ha tentato di accendere e lanciare un secondo ordigno. Qualcosa, però, è andato storto: il petardo gli è esploso tra le mani prima che potesse liberarsene.
La deflagrazione è stata devastante: l’uomo ha riportato la mutilazione di tre dita (lesioni gravissime alle falangi). Mentre il settore ospiti sprofondava nel caos, con alcuni tifosi interisti inferociti che hanno tentato di aggredirlo per il rischio di sanzioni arrecato alla squadra, l’uomo è stato soccorso e immediatamente piantonato dagli agenti della Questura. Attualmente si trova ricoverato all’Ospedale Maggiore di Cremona, dove rischia un trasferimento d’urgenza in un centro specializzato in chirurgia della mano.
Il comunicato dell’Inter Club San Marino: “Espulsione immediata”
Nella mattinata di oggi, lunedì 2 febbraio, il direttivo dell’Inter Club San Marino ha diramato una nota ufficiale (in foto) per fare chiarezza e tutelare l’immagine del club sul Titano. Il messaggio è perentorio:
“Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già richiesto l’espulsione dal club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità” .
Il club ha voluto ribadire che la condotta di un singolo, per quanto tesserato, non può riflettersi su una comunità di sportivi che da anni segue l’Inter con correttezza. La richiesta di espulsione è già stata inoltrata al Centro Coordinamento, segnando la fine del rapporto tra il tifoso cesenate e il sodalizio sammarinese.
Conseguenze legali: denuncia e DASPO
Per l’uomo, una volta dimesso dall’ospedale, si prospetta un iter giudiziario pesantissimo. È già scattata la denuncia a piede libero per lancio di materiale pericoloso e lesioni. Oltre alla menomazione fisica permanente, il tifoso riceverà quasi certamente un provvedimento di DASPO nella sua forma più restrittiva, che gli impedirà di frequentare stadi per molti anni.
Resta l’amarezza per un episodio che ha rischiato di compromettere l’incolumità di un atleta (Audero, colpito da un taglio alla gamba e stordito dall’onda d’urto, è fortunatamente riuscito a terminare la gara) e che ha gettato un’ombra ingiusta sulla tifoseria organizzata e sulla Repubblica di San Marino.










