La Repubblica di San Marino torna sotto i riflettori dei media italiani per la sua attrattività economica. Ieri il portale specializzato Money.it ha dedicato un’ampia analisi al confronto tra il sistema sammarinese e quello italiano, evidenziando come il piccolo Stato del Titano presenti un Pil pro capite nettamente superiore, stipendi medi più elevati e un’età pensionabile inferiore rispetto al vicino italiano.
Un Pil pro capite da 59.410 dollari
Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2024, il Pil pro capite di San Marino si attesta a 59.410 dollari, contro i 39.580 dell’Italia. Un divario di circa 20mila dollari per abitante che colloca la Repubblica nella parte alta della classifica europea, mentre l’Italia resta al 18esimo posto, sotto la media dell’Unione.
L’analisi precisa tuttavia che il confronto va letto con cautela: San Marino conta poco più di 33mila abitanti su un territorio di circa 60 chilometri quadrati, e in economie di dimensioni così ridotte è più semplice concentrare ricchezza e alzare la media statistica. L’Italia, al contrario, sconta le profonde differenze territoriali tra Nord e Sud, che abbassano il dato complessivo. Isolando aree ad alta produttività come Milano e la sua area metropolitana, il Pil pro capite italiano supera i 71mila euro.
Stipendi e pressione fiscale
Il vantaggio sammarinese si riflette anche sulle retribuzioni. Un impiegato sul Titano percepisce in media circa 30mila euro annui, un professionista supera i 40mila e un medico specialista può arrivare a 60mila euro. Valori che risultano superiori alla media nazionale italiana, ferma a 30.838 euro, pur non distanziandosi enormemente dalle realtà più produttive del Nord.
A rendere il quadro ancora più interessante contribuisce il sistema fiscale sammarinese, progressivo ma con aliquote che partono dal 9 per cento e raggiungono il 35 per cento, risultando per alcune fasce di reddito più favorevole rispetto all’Irpef italiana.
In pensione un anno prima
L’altro elemento di forte attrattività riguarda il sistema previdenziale. A San Marino la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni con almeno 20 anni di contributi, un anno prima rispetto ai 67 previsti dal sistema italiano. La differenza più marcata emerge però sulla pensione di anzianità, che nella Repubblica matura a 60 anni di età con 40 anni di contributi, una formula che ricorda la vecchia Quota 100 italiana.
Tra i due Paesi esiste inoltre una convenzione bilaterale di sicurezza sociale che consente la totalizzazione gratuita dei contributi versati in entrambi gli Stati, permettendo di sommarli per maturare il diritto alla pensione senza perdere quanto accumulato.
Un mercato competitivo
L’analisi di Money.it avverte comunque che le opportunità non sono illimitate. Il mercato del lavoro sammarinese è necessariamente ristretto e altamente competitivo, con posti limitati. Ma per chi riesce a inserirsi nel tessuto economico del Titano, il differenziale retributivo e previdenziale rispetto alla media italiana resta un elemento di sicuro interesse, soprattutto per i lavoratori delle aree di confine.











