Cronaca. San Marino, in crociera a Dubai: quattro sammarinesi bloccati sulla nave in porto

Una crociera nel Golfo Persico si è trasformata in una sosta forzata all’interno di una zona di guerra per un gruppo di cittadini di San Marino. Cristina Bianchi, Cesare Ceccoli, Stefania Beccari e Vincenzo Andreini si trovano attualmente bloccati a bordo della Msc Euribia, ormeggiata nel porto di Dubai. La nave, che avrebbe dovuto far rotta verso Doha, è ferma al Terminal 3 di Port Rashid a causa dell’improvviso aggravarsi del conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele.

Una gabbia dorata sotto i boati

Le testimonianze raccolte descrivono una situazione surreale. Nonostante l’equipaggio della compagnia crocieristica continui a offrire servizi e intrattenimento per mantenere alto il morale dei circa 5.000 passeggeri, la realtà esterna è segnata da esplosioni e colonne di fumo visibili all’orizzonte. Cristina Bianchi – come si legge sui media romagnoli – ha spiegato che, sebbene all’interno si cerchi di simulare la normalità, i boati della contraerea ricordano costantemente la gravità del momento, rendendo l’atmosfera opprimente.

Sicurezza e comunicazioni

Al momento, la compagnia ha confermato che l’imbarcazione resterà in porto a tempo indeterminato per garantire l’incolumità di chi è a bordo. Sebbene sia tecnicamente permesso scendere per brevi passeggiate vicino al molo, i quattro sammarinesi preferiscono non allontanarsi dal terminal per il timore che un improvviso inasprimento dei controlli possa impedire loro di risalire. Fortunatamente, i contatti con le famiglie sul Titano sono costanti grazie alla connessione internet gratuita messa a disposizione dalla nave.

L’intervento delle istituzioni

Sul fronte diplomatico, San Marino si è già mobilitato. Un’unità di crisi, composta da membri della Segreteria e del Dipartimento Esteri, sta lavorando insieme ai diplomatici presenti nelle aree del conflitto. L’obiettivo è monitorare la situazione dei circa dodici cittadini sammarinesi attualmente sparsi nel Medio Oriente e coordinare le operazioni necessarie per il loro rientro in sicurezza non appena le condizioni lo permetteranno.