Docce definite “pietose”, spogliatoi con sedie di plastica al posto delle panche e un’igiene che, secondo molti, lascia ampiamente a desiderare. Esplode sui social network, nel gruppo “San Marino Risponde” la protesta degli utenti della piscina di Tavolucci, uno degli impianti sportivi più noti e frequentati della Repubblica. In un acceso dibattito nato all’interno di un frequentato gruppo Facebook sammarinese, decine di cittadini hanno denunciato quello che descrivono come uno stato di progressivo degrado della struttura, chiedendo a gran voce interventi urgenti.
Al centro delle lamentele ci sono soprattutto le condizioni degli spogliatoi e delle aree comuni. C’è chi parla di “condizioni non degne” e chi descrive una situazione ancora più critica: “Negli spogliatoi mancano anche le panche, vengono utilizzate delle sedie in plastica”, scrive un utente. A questo si aggiunge la critica ai phon, con la rimozione di quelli mobili a favore dei soli bocchettoni fissi a parete, giudicati poco pratici.
Ma è il capitolo igiene a sollevare le critiche più aspre. Numerosi utenti lamentano una pulizia “scarsa” o “carente”, con testimonianze che parlano di “docce piene di capelli ovunque” fin dalle prime ore del mattino. Qualcuno riporta anche episodi di palese incuria da parte di altri frequentatori, contribuendo a un quadro generale di trascuratezza che, secondo molti, avrebbe superato il livello di guardia.
Oltre alle critiche sullo stato dei luoghi, il dibattito online ha toccato anche il tema della gestione e delle responsabilità economiche. Un utente, in un commento molto condiviso, ha provato a riassumere quella che viene percepita come un’impasse gestionale: “La piscina ha 50 anni […]. Il Comitato olimpico paga le spese di manutenzione ed i custodi, mentre la Federazione nuoto incassa i soldi dei corsi […]. Il business è grande ma nessuno vuole spendere in manutenzione”. Una situazione che, stando ai commenti, starebbe già allontanando gli utenti. “Motivo per cui non mando più la mia bimba”, scrive una madre, mentre un altro potenziale cliente ammette: “Volevo andarci ma mi avete fatto cambiare idea”.
Nonostante il coro di lamentele sia quasi unanime, nel flusso di commenti c’è anche chi invita a non esagerare, definendo la propria esperienza nell’impianto come sostanzialmente positiva. Ma la discussione, che continua ad animarsi di ora in ora, si chiude con una domanda sospesa che risuona tra decine di commenti e sintetizza la frustrazione generale: “Ma nessuno fa dei controlli?”. Un interrogativo che i cittadini rivolgono alle istituzioni competenti, auspicando un intervento rapido per restituire piena dignità a un impianto sportivo fondamentale per la comunità.












