Un sinistro spettacolare, fortunatamente senza conseguenze fisiche per le persone coinvolte, si è trasformato in poche ore in un vero e proprio caso mediatico all’ombra del Titano. Al centro dell’attenzione non c’è solo la dinamica dell’incidente avvenuto lo scorso weekend, ma soprattutto la proprietà del veicolo protagonista della carambola: la vettura risulta infatti intestata a una società facente capo a Kimi Antonelli, la promessa della Formula 1 nell’orbita Mercedes-AMG. Mentre sui social network si rincorrono ipotesi e commenti, resta un mistero assoluto il nome di chi si trovasse effettivamente al volante durante lo schianto.

La ricostruzione della carambola
Il teatro dell’incidente è stato il tratto della Superstrada che attraversa il Castello di Serravalle, precisamente all’altezza dell’ex stabilimento Electronics incrocio via Ranco. Secondo i rilievi effettuati dagli agenti della Polizia Civile, nella notte tra sabato e domenica scorsi il bolide, che viaggiava in direzione del centro storico, è sfuggito completamente al controllo del guidatore. Ne è scaturita una sequenza di urti violentissima: l’auto ha prima impattato contro la segnaletica verticale sul lato destro, per poi attraversare la carreggiata e rimbalzare due volte sulle barriere spartitraffico centrali. La corsa incontrollata si è conclusa definitivamente solo dopo l’impatto contro un muro di contenimento sulla corsia opposta.
Velocità e indagini
Gli elementi raccolti dalle forze dell’ordine suggeriscono un’andatura decisamente sostenuta. La misurazione della traiettoria percorsa dal veicolo fuori controllo ha evidenziato uno scarrocciamento di ben 144 metri complessivi. Nonostante la gravità dei danni materiali, non si registrano feriti. L’episodio ha suscitato particolare clamore dato il legame del mezzo con il celebre pilota, figura molto vicina alla Repubblica: proprio quest’anno Antonelli ha ricevuto un premio ai San Marino Sport Awards e nel 2025 era stato designato Ambasciatore dello sport italiano nel mondo per il Titano. Le autorità continuano le indagini per chiudere il cerchio sull’identità del conducente.











