Si diradano le ombre che nelle ultime ore avevano avvolto la comunità dei tifosi nerazzurri della Repubblica. L’operazione di polizia che ha portato all’arresto di un esponente di spicco del gruppo ultras “Viking” ha finalmente chiarito i profili dei coinvolti. Sollievo in Repubblica
Per diverse ore, la preoccupazione era stata alta tra i soci dell’Inter Club San Marino. Voci incontrollate e indiscrezioni frammentarie avevano infatti puntato il dito verso un uomo residente nel cesenate, ma storicamente iscritto e attivo all’interno del sodalizio del Titano. Il timore che un membro del club sammarinese potesse essere il destinatario del provvedimento restrittivo aveva generato non poco imbarazzo e apprensione sul Monte.
La svolta nelle indagini
La realtà dei fatti, emersa con la conferma dell’arresto, delinea un quadro differente. L’uomo finito in manette è un appartenente alla frangia dei Viking, arrestato a seguito degli scontri e delle tensioni che hanno caratterizzato il post-partita di Inter-Torino. Gli inquirenti hanno precisato che il soggetto in stato di custodia non coincide né con il tifoso attualmente ricoverato in gravi condizioni in ospedale, né con il residente della zona di Cesena affiliato al club sammarinese, la cui posizione risulta ora estranea all’esecuzione del fermo.
Dissipato l’equivoco sul Titano
L’equivoco sarebbe nato dalla sovrapposizione di diverse identità monitorate durante i tafferugli tra fazioni e le successive cariche delle forze dell’ordine. Per il direttivo dell’Inter Club San Marino e per i tanti appassionati della Repubblica che seguono la squadra a San Siro, la notizia della mancata implicazione del proprio iscritto giunge come una liberazione.
Resta alta l’attenzione sulla deriva violenta che ha colpito il tifo organizzato milanese, ma per San Marino la cronaca di oggi segna il passaggio dal timore alla chiarezza: il nome del Club sammarinese resta fuori dal registro degli arrestati.











