Un debito irrisorio, legato a una vacanza annullata all’ultimo momento, è stato il pretesto per una violenta aggressione che nell’estate del 2023 ha sconvolto il cuore della movida riccionese. Nella giornata di oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, il caso è tornato nelle aule di tribunale per il processo a carico di un giovane di origini senegalesi, accusato di essere il complice del tentato omicidio avvenuto il 16 agosto di tre anni fa. Davanti ai giudici sono sfilati gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri, incaricati di ricostruire i concitati momenti della rissa che ha trasformato l’incrocio tra viale Ceccarini e viale Virgilio in una scena del crimine.
I fatti risalgono a una serata di metà agosto, intorno alle ore 23:00, quando un diverbio tra connazionali è degenerato in uno scontro fisico brutale. Ad avere la peggio è stato un ragazzo di 21 anni, colpito ripetutamente con un paio di forbici da elettricista e picchiato selvaggiamente. Mentre gli aggressori si dileguavano nel caos del fuggi fuggi generale, i soccorritori del 118 trasportavano d’urgenza la vittima all’ospedale “Infermi” di Rimini. Il giovane era giunto al pronto soccorso in condizioni critiche, avendo perso una ingente quantità di sangue, ed era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico notturno per lesioni profonde al torace e al femore.
Le indagini dei militari, supportate dall’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza, avevano permesso di individuare rapidamente i responsabili. L’esecutore materiale del ferimento è risultato essere un minorenne, all’epoca diciassettenne, trovato con l’arma del delitto — le forbici — occultata strategicamente nella soletta di una scarpa. Per lui si erano aperte le porte del Tribunale dei Minori con l’accusa di tentato omicidio. L’odierno imputato, invece, che all’epoca aveva 19 anni, deve rispondere di concorso in tentato omicidio e rapina; secondo la ricostruzione dell’accusa, non solo avrebbe partecipato attivamente al pestaggio del connazionale, ma avrebbe anche sottratto il borsello della vittima durante l’aggressione.
L’udienza odierna si è concentrata sulla testimonianza degli inquirenti che hanno seguito le tracce dei sospettati subito dopo il delitto. Il dibattimento non si esaurisce qui: il tribunale ha infatti fissato il prossimo appuntamento in aula per il 20 maggio, data in cui i periti medici saranno chiamati a illustrare la natura e la gravità delle ferite riportate dal ventunenne, fondamentali per definire con esattezza l’entità delle responsabilità penali degli imputati.











