Cronaca. Santa Sofia, truffa del finto maresciallo: incastrati dalle telecamere i due presunti autori del raggiro

Il copione è crudele quanto collaudato: una telefonata allarmante, la minaccia dell’arresto di un figlio e la richiesta immediata di denaro per “sistemare le cose”. Questa volta, però, la fuga dei truffatori è durata poco. I Carabinieri della Stazione di Santa Sofia hanno identificato e denunciato due uomini, accusati di aver raggirato un anziano del posto portandogli via 8.000 euro e diversi gioielli. A finire nei guai sono un 20enne residente nel Lazio e un 32enne campano, ora chiamati a rispondere di truffa aggravata in concorso.

In un comunicato diffuso dal Comando Provinciale di Forlì, viene ricostruita la dinamica dell’episodio avvenuto lo scorso novembre. La vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per un “maresciallo dei carabinieri di Cesena”. Con toni perentori e drammatici, il truffatore ha raccontato che il figlio dell’anziano aveva provocato un grave incidente stradale, investendo una donna incinta che versava in fin di vita.

Sotto shock e manipolato emotivamente, il pensionato è stato convinto che l’unico modo per evitare il carcere al figlio fosse pagare una cauzione immediata. Poco dopo, un complice si è presentato alla porta per riscuotere il bottino: 8.000 euro in contanti e vari monili d’oro. Solo alcune ore più tardi, riuscendo finalmente a contattare il figlio vero, l’uomo ha compreso di essere caduto in una trappola e ha allertato i militari.

Le indagini dei Carabinieri di Santa Sofia sono state meticolose. Partendo dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, gli investigatori hanno individuato l’auto utilizzata dalla coppia, un veicolo già segnalato per episodi analoghi. Incrociando i dati degli spostamenti con i registri delle strutture ricettive locali, i militari hanno scoperto dove i due avevano pernottato, risalendo così alla loro identità.

L’operazione riaccende i riflettori sulla piaga delle truffe agli anziani. L’Arma ribadisce l’importanza della prevenzione e invita i cittadini alla massima diffidenza: in caso di richieste di denaro da parte di sedicenti avvocati, parenti o appartenenti alle forze dell’ordine, il consiglio è sempre quello di “rimanere in casa e chiamare immediatamente il numero di emergenza 112”, verificando la situazione con i veri carabinieri. Proseguono intanto in tutta la provincia gli incontri informativi organizzati dall’Arma per aiutare le fasce più deboli a riconoscere e difendersi da questi “predatori di emozioni”.