Le ombre del calcioscommesse internazionale tornano a riflettersi nelle aule di tribunale italiane, con una vicenda che affonda le radici in una singolare partita del campionato cadetto ellenico. Oggi, martedì 17 marzo 2026, il processo legato al match tra Apollon Larissa e Aiginiakos Fc del febbraio 2019 ha vissuto un passaggio cruciale con le richieste di condanna formulate dalla pubblica accusa. Al centro dell’indagine, una pioggia di scommesse anomale registrate tra Rimini, Riccione e Napoli, che avevano previsto con precisione millimetrica l’andamento di un incontro terminato con un rocambolesco ribaltone sportivo.
Tutto ebbe inizio la notte precedente alla sfida, quando i sistemi informatici di due società di scommesse rilevarono un flusso di giocate del tutto fuori norma. Ben 240 scommesse vincenti erano state piazzate in due sale giochi della Riviera romagnola, con altre sette registrate nel capoluogo campano. Il dato che fece scattare l’allarme fu l’indicazione del risultato esatto, quotato a 27 a 1. Il verdetto del campo confermò i sospetti: dopo un primo tempo chiuso sullo 0-2, la partita terminò 3-2, garantendo agli scommettitori un potenziale bottino da 300mila euro. Questo scenario spinse le società concessionarie, assistite dall’avvocato Enrico Graziosi e costituitesi parte civile, a bloccare immediatamente i pagamenti e a presentare una formale querela.
Le indagini, portate avanti dalla Guardia di Finanza in sinergia con i Monopoli di Stato e la Figc, si sono avvalse delle immagini dei circuiti di sorveglianza delle sale scommesse. I video hanno permesso di identificare diversi frequentatori abituali che, nei giorni successivi all’evento, si erano presentati per riscuotere le vincite, in alcuni casi accompagnati dai propri legali. Da quegli accertamenti è scaturito il rinvio a giudizio per quattro uomini residenti tra Rimini e Riccione, accusati di frode sportiva e tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e dei concessionari.
Durante l’udienza odierna, il pubblico ministero ha delineato le richieste di pena al termine della propria requisitoria. Per quanto concerne l’accusa di frode sportiva, è stata richiesta l’assoluzione per tutti gli imputati, non essendo stato possibile dimostrare un loro coinvolgimento diretto nella presunta manipolazione della partita in Grecia. Tuttavia, per il reato di tentata truffa, il magistrato ha sollecitato una condanna a 2 anni e 9 mesi per un 39enne originario di Brindisi, 2 anni e 3 mesi per un cittadino albanese di 70 anni e 2 anni per un connazionale di 44 anni. Per il quarto imputato, un riminese di 58 anni, è stata invece proposta l’assoluzione. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Roberto Brancaleoni, Stefano Caroli, Francesco Pisciotti e dal legale Pagano, attende ora il verdetto finale, la cui lettura è stata fissata per il prossimo 9 giugno.











