Si riaccendono i riflettori sulla tragica vicenda di Leonardo Calcina, il giovane che si è tolto la vita nell’ottobre del 2024 nella frazione di Montignano. Il Tribunale per i Minorenni di Ancona ha infatti disposto la riapertura del fascicolo penale, accogliendo il reclamo presentato dai legali della famiglia. La decisione annulla la precedente archiviazione, che era stata contestata per un vizio procedurale: il decreto, infatti, era stato emesso senza la dovuta notifica preliminare ai genitori della vittima, parti offese nel procedimento.
Le incongruenze e le nuove indagini
Con il nuovo provvedimento si apre una finestra di venti giorni per il deposito di memorie difensive utili a richiedere ulteriori accertamenti. La strategia legale punta a far emergere le contraddizioni esistenti tra gli atti dell’ispezione ministeriale e le deposizioni raccolte dai Carabinieri. Secondo quanto trapelato, vi sarebbero discrepanze significative tra ciò che è stato dichiarato davanti ai funzionari del Ministero dell’Istruzione e quanto riferito agli investigatori in merito alle vessazioni subite dallo studente.
Spunta un audio tra le chat
Tra gli elementi al vaglio per questa nuova fase istruttoria c’è anche un messaggio vocale, circolato su WhatsApp nelle chat dei ragazzi. La registrazione conterrebbe insulti pesanti indirizzati a Leonardo da parte di una coetanea. L’avvocato della famiglia, Pia Perricci, ha confermato l’intenzione di chiedere indagini approfondite per chiarire ogni aspetto delle presunte dinamiche di bullismo. Intanto, sul fronte della prevenzione, dopodomani verrà depositata in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per inasprire il contrasto al fenomeno del bullismo e tutelare maggiormente i minori.











