Cronaca. Sicurezza alimentare e boom dell’export a Forlì-Cesena: il bilancio dei controlli dell’ultimo anno

Il rigore nei controlli igienico-sanitari e la spinta propulsiva delle esportazioni locali hanno delineato il quadro operativo del 2025 per l’Unità Operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (UOIAN) di Forlì-Cesena. I dati, esposti oggi mercoledì 11 marzo 2026 dal direttore della struttura, il dottor Roberto Bandini, rivelano un’intensa attività di vigilanza che ha spaziato dalla ristorazione pubblica alle mense scolastiche e ospedaliere, arrivando fino alla produzione industriale e al monitoraggio delle acque potabili pubbliche. L’obiettivo primario resta la tutela del consumatore attraverso verifiche capillari in bar, ristoranti e aziende agricole del territorio.

Sul fronte delle irregolarità, l’anno appena concluso ha visto la sospensione di 24 attività alimentari distribuite tra Forlì e Cesena a causa di carenze igienico-sanitarie. Secondo quanto riportato dal dottor Bandini, questi provvedimenti hanno comportato complessivamente 198 giorni di chiusura forzata. Nello specifico, i sigilli temporanei hanno colpito tredici realtà della ristorazione collettiva, quattro esercizi di commercio al dettaglio o all’ingrosso, tre laboratori artigianali e quattro attività di altra natura. Se in un caso la riapertura è avvenuta dopo appena 24 ore, la situazione più critica ha richiesto uno stop di 30 giorni, mentre tre esercizi risultano tuttora inibiti all’attività. Il bilancio sanzionatorio si completa con una denuncia penale e 40 sanzioni amministrative, per un valore totale di 63.000 euro, scaturite in gran parte da programmi di vigilanza ordinaria, segnalazioni dei cittadini e, in un episodio, dal sospetto di una tossinfezione alimentare.

Parallelamente all’attività repressiva, il servizio ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere l’economia del territorio attraverso la certificazione per l’export verso i Paesi extra UE. Bandini ha evidenziato come nel solo 2025 siano stati rilasciati 898 certificati, un numero che riflette la vitalità delle eccellenze agroalimentari romagnole capaci di raggiungere quasi tutti i continenti. Analizzando il trend del triennio 2023-2025, si nota una crescita costante: se nel 2023 i certificati totali erano 642, il volume è salito sensibilmente nell’ultimo anno, trainato soprattutto dall’area di Forlì che è passata dai 428 titoli del 2023 ai 703 del 2025, mentre Cesena ha mantenuto una quota più stabile attestandosi a 195 certificazioni.

Tra i protagonisti di questa espansione commerciale figurano marchi di rilievo come Babbi, Olitalia, Prodotti Rubicone, Caviro, Ricci forniture alimentari, Orogel e La Cesenate. Questi dati confermano che, a fronte di un sistema di controllo intransigente che non esita a sospendere chi non rispetta i parametri sanitari, il comparto produttivo di Forlì-Cesena continua a proiettarsi con successo sui mercati mondiali, garantendo standard qualitativi certificati dall’autorità sanitaria locale.