Si è concluso ieri a Tavullia lo sfratto che per quasi un anno era stato rinviato più volte, finendo al centro dell’inchiesta della Procura di Pesaro che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di due ufficiali giudiziari. Una donna quarantenne di origine straniera e i suoi due figli minori hanno lasciato l’appartamento al secondo piano di un piccolo condominio dove vivevano da alcuni anni.
L’operazione si è svolta ieri mattina alla presenza dell’ufficiale giudiziario, dei carabinieri e dei legali di entrambe le parti, senza particolari tensioni. La procedura di sfratto era diventata esecutiva quasi dodici mesi fa ma non era mai stata portata a termine a causa dei continui rinvii.
L’inchiesta e gli arresti
Il caso è emerso grazie alla denuncia presentata dall’avvocato Ettore Fabiani, legale delle due proprietarie dell’immobile, che di fronte ai ripetuti rinvii ha deciso di presentare un esposto. Le indagini hanno portato all’arresto degli ufficiali giudiziari Gennaro Franchini e Amedeo Trotta, accusati di aver chiesto favori sessuali in cambio del rinvio degli sfratti.
“È una situazione pesante per tutti, anche per le mie clienti che sono estremamente dispiaciute per quanto è accaduto, in particolare per la presenza di minori”, aveva dichiarato l’avvocato Fabiani prima dell’esecuzione dello sfratto.
Il trasferimento in bed & breakfast
Nel giro di mezz’ora la donna è uscita dall’abitazione insieme ai figli, portando con sé alcune borse e valigie. Ad attenderla nel piazzale esterno due giovani donne, probabilmente amiche, che hanno aiutato la famiglia a caricare gli effetti personali su una piccola utilitaria.
Il nucleo familiare è stato trasferito in un bed & breakfast di Tavullia, struttura individuata dal Comune per fronteggiare l’emergenza abitativa. “Si tratta di una struttura che abbiamo già utilizzato in precedenza per casi analoghi. È un luogo accogliente, siamo certi che la famiglia si troverà bene”, ha spiegato la vicesindaca e assessora ai Servizi sociali Laura Macchini.
La ricerca di una soluzione definitiva
L’amministrazione comunale ha precisato che si tratta di una sistemazione provvisoria, in attesa di trovare un’abitazione definitiva. “Al momento non ci sono appartamenti liberi nel territorio che possano essere messi a disposizione per questo caso”, ha aggiunto Macchini, sottolineando l’impegno dell’ente a sostenere la famiglia. “Non abbiamo mai lasciato nessuno per strada e non lo faremo neanche ora”.
La vicenda riporta l’attenzione sul problema dell’emergenza abitativa, che mette in contrapposizione i diritti dei proprietari con le difficoltà delle famiglie più fragili. “Attualmente abbiamo una ventina di famiglie in lista d’attesa”, ha rivelato la vicesindaca, evidenziando come quello della mancanza di case per i più vulnerabili sia un problema che i sindaci denunciano da anni.
Dai Servizi sociali non risultano al momento altri casi simili con presenza di minori che possano verificarsi a breve termine nel comune di Tavullia.











