Cronaca. Teheran, massiccia controffensiva iraniana contro le basi Usa e verso Israele

Il dodicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente segna una drammatica escalation su scala regionale. Nel corso della notte e della mattinata di oggi, le forze armate iraniane hanno sferrato una vasta operazione di rappresaglia, scagliando sciami di missili e droni contro postazioni militari statunitensi e territori israeliani.

L’offensiva di Teheran e la risposta alleata

Secondo le ricostruzioni delle emittenti statali di Teheran, il massiccio bombardamento ha preso di mira infrastrutture strategiche nevralgiche, tra cui la base che ospita la Quinta Flotta navale americana in Bahrein e le installazioni militari di Erbil, in territorio iracheno. Sempre in Iraq, velivoli senza pilota avrebbero colpito un importante snodo logistico diplomatico di Washington situato nei pressi di Baghdad. L’allerta è massima anche a Tel Aviv, dove l’ululato delle sirene ha costretto migliaia di cittadini a trascorrere la notte nei rifugi sotterranei per ripararsi dalle esplosioni. I sistemi di difesa aerea dei Paesi limitrofi sono stati messi a dura prova: l’Arabia Saudita ha intercettato sei vettori diretti verso la base aerea di Prince Sultan, mentre anche il Qatar ha dovuto neutralizzare minacce balistiche nei propri cieli.

La reazione dell’asse alleato non si è fatta attendere. Le forze di difesa israeliane hanno condotto nuovi raid mirati contro l’aeroporto Mehrabad della capitale iraniana e hanno bombardato pesantemente le roccaforti di Hezbollah situate nel cuore di Beirut. Nel frattempo, fonti vicine al governo iraniano hanno confermato che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, è sopravvissuta ai recenti attacchi mirati. Pur avendo riportato diverse ferite agli arti inferiori, il leader cinquantaseienne risulta vigile e si trova attualmente al riparo in un bunker di massima sicurezza.

Le conseguenze economiche e i fronti aperti

Il conflitto si sta allargando pericolosamente anche alle rotte commerciali. Le autorità marittime britanniche hanno segnalato il danneggiamento di almeno tre navi cargo, colpite da proiettili non identificati tra lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico. I disagi hanno sfiorato persino lo scalo aereo di Dubai, dove la caduta di due droni ha causato il ferimento lieve di quattro viaggiatori stranieri. A inasprire ulteriormente la tensione contribuiscono i nuovi avvertimenti diramati dai vertici militari iraniani, che hanno minacciato di estendere i bombardamenti alle istituzioni finanziarie e ai colossi tecnologici occidentali, intimando ai civili di tenersi a debita distanza dalle sedi bancarie.

Le ripercussioni a livello globale sono già quantificabili. Intervenendo all’Europarlamento, la presidente della Commissione Europea ha illustrato come le impennate dei mercati energetici abbiano già gravato sui contribuenti continentali per tre miliardi di euro in soli dieci giorni. Di fronte a questa instabilità, i leader internazionali invocano interventi urgenti: mentre il premier spagnolo ha auspicato l’abolizione del diritto di veto all’Onu per frenare le superpotenze, il presidente ucraino ha lanciato un duro monito, evidenziando come l’Europa sia tecnicamente e militarmente impreparata per affrontare l’incubo di una terza guerra mondiale. A margine delle ostilità, Papa Francesco ha voluto rivolgere un pensiero alle popolazioni colpite, pregando per le innumerevoli vittime civili e per i bambini coinvolti nel fuoco incrociato.