Un tentativo di raggiro orchestrato con estrema lucidità, ma fallito grazie alla prontezza di spirito della vittima. Protagonista del movimentato episodio, avvenuto proprio in questi giorni a metà marzo 2026, è don Luca Torsani, parroco della Collegiata di Verucchio. Il sacerdote ha deciso di condividere la sua esperienza attraverso le colonne del settimanale “Il Ponte” per mettere in guardia la comunità da una tecnica di frode telefonica sempre più sofisticata e credibile, che questa volta ha preso di mira i conti correnti parrocchiali.
Tutto è iniziato con una chiamata apparentemente istituzionale. All’altro capo del filo, un uomo si è presentato come un Colonnello dei Carabinieri, utilizzando un tono autorevole e professionale per richiedere un incontro immediato con il sacerdote. Per rafforzare la messa in scena, l’interlocutore ha invitato don Torsani a verificare l’autenticità del numero di telefono sul web, dato che sul display appariva effettivamente un recapito reale appartenente all’Arma. Tuttavia, proprio questo eccesso di zelo ha innescato i primi dubbi nel parroco: consapevole dell’esistenza dello “spoofing” — una tecnica informatica che permette di camuffare l’identità del chiamante facendo apparire numeri altrui — don Torsani ha mantenuto alta la guardia nonostante la pressione psicologica.
La situazione è degenerata quando il sedicente ufficiale ha abbandonato la richiesta iniziale di un colloquio di persona per passare a dettagli operativi che avrebbero dovuto restare riservati. Il truffatore ha iniziato a elencare una serie di presunti bonifici sospetti partiti dai conti della parrocchia verso l’estero, rassicurando contemporaneamente il sacerdote e definendolo parte lesa in un’indagine in corso. Secondo la ricostruzione di don Torsani, il passaggio repentino dalle formalità alla discussione di dati bancari sensibili per telefono ha confermato l’intento malevolo dell’interlocutore, probabilmente mirato a estorcere codici d’accesso o a indurre la vittima a effettuare un pagamento d’emergenza.
Senza cedere al panico, il parroco della Collegiata ha interrotto la comunicazione e ha provveduto immediatamente a contattare la stazione locale dei Carabinieri. Il confronto con i militari reali ha confermato quanto sospettato: nessuna indagine era in corso e la chiamata era frutto di un tentativo di frode. Grazie alla conoscenza delle insidie tecnologiche e a un pizzico di scetticismo, don Luca Torsani è riuscito a proteggere le risorse della parrocchia, trasformando un potenziale danno economico in una preziosa lezione di prevenzione per i propri fedeli.











