Una drammatica fatalità ha sconvolto l’alba di oggi, lunedì 16 febbraio 2026, presso lo scalo ferroviario di Spoleto, dove un uomo di 43 anni ha perso la vita in circostanze strazianti. La vittima, Konrad Buczkowski Przemyslaw, cittadino di origini polacche ma stabilmente residente a Jesi, è rimasta vittima di un incidente mortale avvenuto nell’area del binario 1 proprio mentre le prime luci del giorno illuminavano la stazione umbra. Secondo le ricostruzioni iniziali, l’uomo era appena sceso da un convoglio quando, per ragioni ancora oggetto di indagine, avrebbe tentato una manovra disperata che si è rivelata fatale.
La dinamica dei fatti, seppur ancora frammentaria e al vaglio degli inquirenti, suggerisce che il 43enne abbia cercato di risalire precipitosamente a bordo della carrozza mentre il treno stava già riprendendo la marcia. In quegli istanti di estrema concitazione, l’uomo avrebbe perso l’equilibrio, scivolando tragicamente sui binari proprio nel momento in cui il mezzo pesante acquisiva velocità. L’impatto con il convoglio in movimento non gli ha lasciato scampo, rendendo vano ogni tentativo di mettersi in salvo.
L’allarme è scattato tempestivamente, portando sul luogo dell’incidente un’ambulanza del 118. Tuttavia, nonostante la rapidità dei soccorsi, il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso; le lesioni riportate nell’impatto erano troppo gravi per permettere qualsiasi manovra di rianimazione. L’area interessata dal sinistro è stata immediatamente isolata e transennata dalle forze dell’ordine per consentire lo svolgimento dei rilievi tecnici necessari in questi casi drammatici.
Attualmente, gli agenti della Polizia Ferroviaria sono impegnati nel ricostruire con esattezza gli ultimi istanti di vita del residente jesino. Per fare piena luce sull’accaduto, gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e analizzando minuziosamente i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza della stazione. La tragedia ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla circolazione ferroviaria, che ha subito significativi rallentamenti per permettere le operazioni di soccorso e la successiva rimozione della salma, restituendo solo dopo diverse ore una parvenza di normalità allo scalo.











