Il miraggio di una vacanza serena sulla Riviera Romagnola si è trasformato, per decine di turisti, in un amaro labirinto giudiziario che oggi, giovedì 15 gennaio 2026, vede avvicinarsi il suo epilogo. Al centro della vicenda c’è un uomo di 63 anni, originario di Bari, accusato di aver orchestrato un complesso sistema di raggiri legati agli affitti stagionali tra il 2017 e il 2018. L’imputato, secondo la ricostruzione dell’accusa, operava sul web spacciandosi per un intermediario professionista, pubblicando annunci attraenti per appartamenti situati nelle zone di Marina Centro e Marebello che, nella realtà, risultavano inesistenti o già regolarmente occupati da altri inquilini.
La strategia criminale non si limitava alla semplice locazione di case fantasma. In un episodio particolarmente rilevante emerso durante il dibattimento, l’uomo sarebbe riuscito a spacciarsi persino per un incaricato di una struttura alberghiera di Rimini, riuscendo a sottrarre oltre 16mila euro in un colpo solo. Complessivamente, il volume d’affari generato dalle caparre incassate illecitamente si aggira intorno ai 30mila euro, una somma accumulata attraverso una lunga serie di piccoli e grandi raggiri ai danni di ignari villeggianti.
Alla luce della gravità dei fatti e della reiterazione del reato di truffa aggravata, la Procura ha formulato una richiesta di condanna severa: tre anni e otto mesi di reclusione, accompagnati da una sanzione pecuniaria di 2.500 euro. La difesa dell’uomo, affidata all’avvocato Leanne Arceci, ha dovuto affrontare un quadro probatorio che descrive un’attività sistematica di manipolazione digitale e personale, capace di colpire trasversalmente chiunque cercasse un alloggio per il periodo estivo.
Il percorso processuale è ormai alle battute finali. Dopo la discussione delle parti, l’udienza è stata aggiornata alla fine di questo mese di gennaio per le ultime repliche e la successiva lettura del verdetto. La sentenza attesa tra pochi giorni metterà un punto definitivo su una vicenda che per anni ha macchiato l’immagine dell’accoglienza turistica riminese, restituendo giustizia alle numerose vittime che avevano visto i propri risparmi e le proprie ferie svanire nel nulla.











