Cronaca. Ucraina, notte di fuoco e diplomazia: droni su una raffineria russa mentre ad Abu Dhabi si apre il dialogo

Mentre sul tavolo diplomatico di Abu Dhabi si muovono i primi, timidi passi verso una de-escalation, il conflitto sul campo non accenna a diminuire l’intensità. La notte appena trascorsa è stata segnata da un massiccio scambio di attacchi aerei: da una parte l’Ucraina ha subito un’ondata di 138 droni russi, dall’altra le forze di Kiev hanno colpito obiettivi strategici oltre confine, mandando in fiamme una raffineria nel territorio di Krasnodar.

L’attacco alla raffineria e la difesa di Kiev
Il fronte più caldo nelle ultime ore è stato quello energetico. I droni ucraini hanno raggiunto Slavyansk-sul-Kuban, nella regione russa di Krasnodar, colpendo un impianto di raffinazione petrolifera. L’attacco ha provocato l’incendio di uno dei serbatoi di stoccaggio e il ferimento di una persona a causa della caduta di detriti su alcuni locali commerciali. Lo stabilimento, che ha una capacità produttiva di oltre 4 milioni di tonnellate l’anno, era già finito nel mirino lo scorso dicembre.

Sul versante opposto, l’Aeronautica militare ucraina ha dovuto fronteggiare un attacco su vasta scala. La Russia ha lanciato 138 velivoli senza pilota contro diverse aree del Paese; le difese di Kiev hanno risposto con efficacia, abbattendone 110.

Tensione al confine russo
Anche la regione di Kursk continua a essere teatro di scontri. Il governatore locale ha riferito che nelle ultime 24 ore sono stati intercettati 24 droni ucraini. La situazione resta critica nei distretti di confine, dove si sono registrati anche 30 attacchi di artiglieria. Nel villaggio di Krupets, due civili – un uomo di 60 anni e una donna di 63 – sono rimasti feriti riportando commozioni cerebrali. Il Ministero della Difesa russo ha rivendicato l’abbattimento complessivo di 40 droni ucraini durante la notte, distribuiti tra il Mare d’Azov e le regioni di Brjansk e Kaluga.

Spiragli diplomatici ad Abu Dhabi
In netto contrasto con le esplosioni notturne, giungono segnali cautamente positivi dagli Emirati Arabi Uniti. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha valutato come costruttivo l’avvio dei contatti trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Peskov ha sottolineato che, sebbene sia prematuro aspettarsi risultati immediati data la complessità dei temi, il fatto stesso che il dialogo sia iniziato è un segnale positivo, pur ribadendo che il lavoro da fare resta imponente.

Infine, Mosca ha voluto chiarire la posizione riguardo ai rapporti diretti con Washington. Al momento non è in programma alcuna telefonata tra Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump. Tuttavia, il Cremlino ha precisato che i canali di comunicazione esistenti permetterebbero di organizzare un contatto ai massimi livelli in tempi brevissimi, qualora se ne ravvisasse la necessità.