Curon, l’identità vince o soccombe a suo doppio

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  • Una serie originale Netflix soprannaturale che esplora il tema dell’identità e l’istinto del doppio che è in ognuno di noi, giovani e adulti, per ragioni opposte, ma esiste ed è innegabile. A far da sfondo una location da cartolina. Dalle acque del lago di Resia emerge muto un campanile, testimonianza solitaria del vecchio paesino di Curon, in Alto Adige. È qui che è stata girata e ambientata la nuova serie italiana Curon, originale Netflix, prodotta da Indiana Production. I sette episodi, diretti da Fabio Mollo e Lyda Patitucci e scritti da Ezio Abbate, che per Netflix aveva lavorato alla sceneggiatura di Suburra, insieme agli autori Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano, arriveranno sulla piattaforma il 10 giugno e saranno disponibili in tutti i paesi in cui è attivo il servizio.
        Lo show fonde il tema del doppio, dalle derive soprannaturali.
        Anna (Valeria Bilello) ha dovuto abbandonare Curon poco dopo l’adolescenza per una tragedia avvolta dal mistero, ma si sta preparando a fare ritorno alla città natale con i figli gemelli Daria e Mauro (Margherita Morchio – protagonista di Succede tra i film più visti su Netflix – e Federico Russo entrambi convincenti e freschi). La popolazione locale non sembra accogliere di buon grado la situazione e i due fratelli non si capacitano del motivo. Anna scompare senza lasciare traccia e i due ragazzi sono costretti a cercare da sé una verità che affonda le radici proprio nel passato di Curon e della loro famiglia.
        “Coraggio e determinazione” spiega Bilello, “avevano spinto Anna fuori da Curon. Ma poi torna in quel luogo per cercare il proprio passato, rischiando di mettere in pericolo i suoi ragazzi che considera quasi dei fratelli. Da una parte li ha voluti e tenuti nonostante fosse giovanissima, dall’altra è rimasta una donna irrisolta”. Bilello ha ricordato di essere felice di partecipare come protagonista a questa produzione che arriverà in 190 paesi, e ha ricordato che il suo è un ritorno a Netflix dopo la produzione internazionale “Sense8” del 2017.
        Per Luca Lionello, che interpreta Thomas il padre di Anna (tra i più interessanti tra gli adulti) che vive insieme a un lupo e che all’inizio la accoglie con un qui non c’è posto, “la natura, coprotagonista, insieme al bosco, che è una cosa viva, ha reso uniche le riprese”. Dice di essere ispirato per il suo ruolo a un cavaliere solitario al buon vecchio Clint. Curon esplora il lato oscuro dei protagonisti – adulti e ragazzi – mescolando thriller e il racconto coming of age, in cui i più giovani, come in Stranger things, sono protagonisti. Nel cast anche Anna Ferzetti nei panni di Klara, la maestra: “Una donna buona, che si è sempre occupata degli altri, al servizio della comunità ma che con il ritorno di Anna la vede inizialmente quasi che impossibile pericolo perché era stata il primo amore dell’uomo di cui lei è innamorata”. La bella e brava anche se giovane Juju Di Domenico, Alessandro Tedeschi, Giulio Brizzi, Max Malatesta e Luca Castellano.
        Ilaria Castiglioni (Manager serie originali italiane di Netflix) ha evidenziato: “Curon e’ il nostro primo supernatural drama in Italia. È uno show che parla di identità – e tutte le grandi storie parlano di identità – e la riflessione sull’identità e’ il motore di tutte le narrazioni”. Abbate, è invece incerto su una definizione definitiva dello show: “thriller, coming of age, dramedy: anche la difficile catalogazione ci è sembrata una grande scommessa, nessuno aveva mai scritto un horror. La posta in palio da scrittore era molto alta”. I giovani Margherita Morchio e Federico Russo che sono i due gemelli, si sono detti particolarmente emozionati ma di essersi trovata loro agio fin alle prove copione anche se non si conoscevano. In particolare, Federico Russo ha ammesso di essersi adeguato ai ritmi tranquilli di Curon. Thomas spiega ai suoi nipoti che non siamo una cosa sola e che ognuno di noi ha dentro di sé il proprio doppio, la propria ombra. “Daria è disinvolta – spiega l’attrice che la interpreta, alle volte aggressiva, ma trova in suo fratello, la sua ragione di essere – non teme lo scontro e sa come difendersi”. “Mauro – spiega Federico – è invece l’introverso che rischia di diventare la vittima prediletta dei bulli , non fosse per i continui interventi della sorella. Il ragazzo ha però dalla sua un’acuta sensibilità e una spiccata razionalità, che riescono ad arginare gli estremismi, e sono la sua forza”. Esempio lampante in questo senso è il personaggio di Lukas (Luca Castellano): un ragazzo mite, timido e remissivo il cui doppio è spietato. Mollo, che firma la regia con Lyda Patitucci, racconta “come il campanile e il lago abbiano avuto un ruolo fondamentale: ci siamo fatti guidare dai luoghi per far emergere o nascondere l’istinto animale dell’uomo”. “La natura torna nella trama e ci accompagna” aggiunge Patitucci. (ANSA).
       


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