Da Serra a Gramellini: rabbia e veleno su Trump

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  • michele-serraIl day after dell’elezione di Donald Trump durerà a lungo.

    I radical chic, che per mesi e settimane ci hanno avvertito sui pericolo che quel biondo col ciuffo potesse arrivare alla Casa Bianca, sono ancora sotto choc. Choc che però si tramuta subito in rabbia e veleno vergato in due ribriche, l’Amaca di Michele Serra su Repubblica e il Buongiorno di Gramellini su La Stampa. Forti sostenitori di Hillary e acerrimi nemici di Trump adesso “elaborano” così la sconfitta dei Democratici e il trionfo del Tycoon: “considero Trump una persona dalla biografia ripugnante, dai modi ripugnanti e dalle idee ripugnanti; la sua vittoria sintomo solo in parte di nuovi disagi, e in parte molto cospicua della revanche anti-Obama del peggior vecchiume reazionario di una tragica, deprimente America bigotta, ignorante e maniaca delle armi; e che l’ esultanza simultanea, in tutto il mondo, dei fascisti di ogni ordine e grado, dice, dell’ accaduto, se non tutto, moltissimo”, scrive Serra che a quanto pare non l’ha presa bene. Meno tenero è Gramellini che addirittura chiama in causa pure suo nonno per spiegare cosa abbia spinto gli elettori americani a scegliere Trump: “L’ignoranza è una brutta bestia, diceva mio nonno tranviere, che si spezzava la schiena con gli straordinari per consentire al figlio di prendere il diploma e al nipote, un giorno, di imbroccare qualche congiuntivo sulle pagine di un giornale. Oggi mio nonno, come tanti elettori di Trump, non si vergognerebbe affatto di avere studiato poco.
    Anzi, trasformerebbe il suo complesso di inferiorità in una forma di orgoglio, non considerando più la cultura uno strumento di crescita economica e sociale, ma il segnale distintivo di una camarilla arrogante di privilegiati. E userebbe l’unica arma a sua disposizione, il voto, per fargliela pagare, ‘a quei signori’. Già, ma per fargli pagare cosa? Semplice: di avere raggiunto un traguardo che alla sua famiglia è precluso”, scrive Gramellini. Insomma per Serra il nuovo presidente è “ripugnate”, per Gramellini è figlio del voto degli ignoranti. Due punti di vista che respingono l’unica spiegazione all’ascesa di Trump: il voto del popolo che si è ripreso la democrazia.