Dal suo passato l’uomo non ha imparato niente (l’editoriale di David Oddone)

Hegel lo aveva già capito. “Tutto ciò che l’uomo ha imparato dalla storia, è che dalla storia l’uomo non ha imparato niente”. Ottanta anni fa, la città di Roma fu testimone di una delle pagine più buie del nostro passato, il cosiddetto “sabato nero.” All’alba del 16 ottobre 1943, i nazisti diedero il via a un rastrellamento nel Ghetto di Roma, deportando 1259 ebrei: 689 donne, 363 uomini e 207 bambini.

Un destino terribile li attendeva, con la maggior parte di loro che finì nei campi di sterminio, in particolare ad Auschwitz-Birkenau.

I nazisti avevano scelto deliberatamente quella data perché era il giorno del riposo per gli ebrei, durante la celebrazione del Sukkot. La decisione assicurava che avrebbero trovato le vittime nelle proprie abitazioni, aumentando così esponenzialmente la possibilità di catturarne il maggior numero. Fu solo l’inizio di una tragedia senza eguali. Solo in 16 sopravvissero a quell’inferno, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile e una ferita indelebile nella Città eterna.

Oggi, a ottanta anni di distanza, ci troviamo di fronte a una situazione altrettanto tragica, ma in una parte diversa del mondo: Israele. Qui, gli orrori sono progettati con precisione da gruppi come le Brigate Ezzedin al-Kassam, l’ala militare di Hamas. La pianificazione dettagliata di attacchi ai kibbutz di frontiera a ridosso della Striscia di Gaza, con l’obiettivo di infliggere il massimo numero di vittime civili, è stata scoperta attraverso documenti top secret.

Nonostante le affermazioni pubbliche del capo militare di Hamas, Mohammed Deif, che ha sostenuto che i suoi miliziani avevano ricevuto l’ordine di “non uccidere donne e bambini,” i documenti rivelano ben altro. Essi indicano che i terroristi erano impegnati in attacchi mirati e avevano un piano ben definito che includeva il sequestro di ostaggi, il loro utilizzo come scudi umani e l’incendio di abitazioni e campi.

Quante similitudini ha il male. Quasi che a muoverlo sia sempre la stessa mano nel corso dei secoli e dei millenni.

C’è chi afferma che Dio non può esserci, se lascia accadere simili tragedie. Io ribatto invece che è la dimostrazione tangibile dell’esistenza del Diavolo. E se c’è uno, per forza di cose esiste pure l’altro.

Il parallelismo tra l’Olocausto di Roma e la mattanza in Terra Santa, entrambi pianificati e deliberati, sottolinea la vitale importanza di conoscere la storia. Perché il mondo non dovrebbe più permettere che eventi tanto catastrofici e insensati si ripetano. La memoria delle vittime, di tutte le vittime, dovrebbe essere onorata, e la pace e la giustizia dovrebbero rappresentare il nostro faro e obiettivo collettivo. Eppure, mentre apro l’Haaretz online per attingere alle ultime notizie sull’andamento della guerra, mi rendo perfettamente conto di quanto siano vuote e prive di significato queste mie parole.

E’ proprio vero: dal suo passato l’uomo non ha imparato niente.

 

David Oddone

(La Serenissima)