Davos, diplomazia: Zelensky alle 13 vede Trump, per gli Usa nodo Russia ridotto a “una sola questione”

È il giorno della verità sulle Alpi svizzere, dove la diplomazia internazionale gioca le sue carte più pesanti per il futuro dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky è atterrato a Davos per una giornata che si preannuncia decisiva: l’agenda, confermata dal portavoce Serhiy Nikiforov e riportata dalle principali agenzie, fissa per le ore 13 di oggi l’atteso faccia a faccia con Donald Trump. A seguire, alle 14.30, il leader di Kiev terrà il suo discorso ufficiale alla platea del World Economic Forum.

Tra gli appuntamenti in calendario per Zelensky figura anche la partecipazione a una sessione del “Consiglio consultivo internazionale per la ripresa dell’Ucraina”, occasione in cui incontrerà i vertici delle principali aziende energetiche per discutere la ricostruzione delle infrastrutture. Ma è sul fronte dei negoziati che arrivano le notizie più clamorose. A margine del forum, l’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha aperto uno spiraglio concreto sulla fine delle ostilità, delineando un quadro molto più avanzato di quanto trapelato finora.

“I colloqui hanno fatto molti progressi e si sono ridotti a un’unica questione”, ha dichiarato Witkoff durante un evento collaterale dedicato all’Ucraina. Secondo l’emissario americano, il negoziato tra Kiev e Mosca avrebbe superato gran parte degli ostacoli, focalizzandosi ora su un ultimo, decisivo punto: “Penso che siamo arrivati a un unico problema, e ne abbiamo discusso le iterazioni, e questo significa che è risolvibile. Quindi, se entrambe le parti vogliono risolvere la questione, la risolveremo”. Parole che pesano come macigni, pronunciate poche ore prima della partenza dello stesso Witkoff e di Jared Kushner, genero di Trump, alla volta di Mosca, in una spola diplomatica che potrebbe ridisegnare gli equilibri globali.