DDC: Dal Veneto a San Marino: andata e ritorno in “gondoleta”

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  • “ Il Governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha compiuto oggi una visita a San Marino, nel corso della quale si incontrato con un’ampia delegazione di Governo: i Segretari di Stato per gli Affari Esteri Mularoni, per le Finanze Gatti, per l’ industria e il Commercio Arzilli e per il Territorio Venturini”. Inizia così, con questa frase piena di enfasi, il comunicato stampa del Governo a commento della visita del Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

    Entusiasmo così evidente che ha spinto Galan a commentare sulle aspettative dell’accordo: erano superiori in Veneto rispetto a San Marino, dove i precedenti Governi, diversamente dall’attuale, non hanno mostrato la chiara volontà per una sua realizzazione pratica.

    In una fase così complessa per il nostro Stato ci scalda il cuore il vedere come l’orizzonte delle Relazioni Internazionali del Paese oscilli fra la Regione Emilia Romagna e le Marche facendo anche delle “puntate” nel Veneto, regione che ospita tante attività fra cui anche una fiorente casa da gioco.

    Che il Governo avesse perso la bussola era chiaro e noto, ma cadere addirittura nel ridicolo ieri quando 4 Segretari di Stato hanno incontrato il Presidente di una regione, un atto politico e diplomatico che la dice lunga sulla concezione delle relazioni internazionali che ha il Governo.

    La proiezione e lo spessore delle relazioni internazionali di uno Stato si misurano anche nella qualità e capacità di gestire le relazioni e se quanto mai opportuno avere rapporti di collaborazione con le regioni italiane che ci circondano, quanto meno misterioso l’enfasi e l’entusiasmo manifestato per la visita del Presidente della Regione Veneto.

    Forse è sfuggito che il Veneto non è membro dell’OCSE, del Consiglio d’Europa, dell’ONU e dell’Unione Europea, organizzazione che secondo il lungimirante Segretario di Stato per gli Affari Esteri ha già deciso che San Marino non potrà essere membro.

    I risultati deludenti del Governo in politica estera sono il frutto di questi atteggiamenti che umiliano ulteriormente la dignità e l’orgoglio dei sammarinesi che ormai si sentono annessi alla Repubblica d’Italia.

    Fra l’altro la portata dell’accordo, spiegata anche dal Presidente Galan: “ ha per noi una grande valenza simbolica: si tratta del primo trattato che la Regione Veneto ha firmato, in forma autonoma, con uno Stato estero”, dimostra come si sia tornati in pieni anni novanta con una pirotecnica politica estera fatta di annunci, promesse, che oggi nel 2009 hanno presentato il loro conto salato.

    Il tenore dei rapporti fra il Veneto e la Repubblica di San Marino è così elevato e chiaro che l’Espresso del 7 maggio 2009 nell’articolo intitolato: La segretaria ne ha fatta di super strada. L’ex assistente del governatore Galan ha costruito un impero di società con base a San Marino che si danno molto da fare nei grandi appalti della regione, faceva uno spaccato molto chiaro con nomi di persone e società sull’asse Veneto – San Marino, elencando una serie di interessi economici rilevanti.

    I DdC non vogliono fare dietrologie e sono lieti se aziende sammarinesi potranno fare business in Veneto, così come aziende Venete (Aprilia) fecero a suo tempo business in Repubblica ed anzi accolgono con favore il dinamismo nelle relazioni internazionali che corrono sull’asse del Po – Metauro, poiché sono certi che risolveranno il nascente buco di bilancio, la crisi nei rapporti italo sammarinesi, le liste grigie, i paradisi fiscali, le imprese che chiudono, la recessione economica, la crisi del settore finanziario e lo stallo nelle relazioni sociali.

    La gente chiede risposte concrete a problemi enormi e non un Governo incapace, in confusione che però, fra un incontro e l’altro, trova anche il tempo per giocare a tennis…con Adriano Panatta.