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  • De Laurentiis rilancia, campionato europeo da 10 mld

    (ANSA) – LONDRA, 15 SET – Alla vigilia del debutto in Europa
    League del suo Napoli, atteso domani in casa del Leicester, il
    presidente Aurelio De Laurentiis affida al britannico Daily Mail
    la sua riforma per il calcio continentale, proponendo un
    campionato europeo, ad accesso meritocratico, che garantirebbe –
    secondo le sue previsioni – introiti per 10 miliardi di euro.
        Nonostante l’aperta contrarietà al progetto della Superlega, De
    Laurentiis si dice preoccupato di come i club, abbagliati dalla
    possibilità di giocare e vincere la Champions League e l’Europa
    League, finiscano per spendere più di quanto incassino, anche a
    causa di entrate non adeguate. E’ per questo – secondo il n.1
    del Napoli – che il calcio continentale deve andare verso un
    torneo europeo con accesso in base ai risultati, e non chiuso ad
    invito come viceversa previsto dalla Superlega.
        “La Champions e l’Europa League non generano sufficienti
    entrate che giustifichino determinati investimenti – le parole
    di De Laurentiis al Mail -. Per essere competitivi bisogna poter
    ingaggiare i migliori giocatori, e dunque spendere molti soldi,
    che i montepremi delle competizioni europee non coprono. I club
    si devono confrontare tra loro per trovare una competizione più
    moderna ed economicamente vantaggiosa per tutti”. Intervenendo
    dapprincipio sui campionati nazionali, che secondo il presidente
    partenopeo devono essere ridimensionati. “Dobbiamo ridurre il
    numero delle squadre delle massime divisioni e creare un
    campionato europeo con un sistema di accesso democratico – ha
    aggiunto -, basato sui risultati domestici delle singole
    squadre. Ho esaminato un progetto già pronto che porterà 10
    miliardi di euro al calcio europeo, ma c’è bisogno di volontà e
    totale indipendenza”.
        De Laurentiis ha anche confessato la sua ammirazione per il
    calcio inglese, dal quale “noi italiani dobbiamo imparare
    molto”. “Se non cambiamo le regole del gioco e non lo rendiamo uno
    spettacolo migliore – l’avvertimento finale del presidente del
    Napoli -, i giovani ci abbandoneranno e il calcio non sarà più
    al centro delle nostre vite. Secondo le mie ricerche, i giovani
    dagli otto ai 25 anni hanno smesso di vedere il calcio in tv,
    preferendo giocare coi cellulari”. (ANSA).
       


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