Decreto Scuola, in Aula è scontro Lega-Pd: il voto slitta a domani

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  • Tensione alla Camera durante l’esame del decreto Scuola. Al termine dell’intervento del capogruppo Ricardo Molinari i deputati della Lega hanno innalzato uno striscione provocatorio con la scritta “Azzolina bocciata”, messaggio rivolto al ministro dell’Istruzione seduta tra i banchi del governo, e urlato cori “vergogna, vergogna” all’indirizzo della maggioranza.

    Il presidente di turno, Ettore Rosato, ha invitato più volte i colleghi a rimuovere lo striscione ma, non essendo riuscito nel suo intento, ha dovuto disporre una breve sospensione della seduta per ristabilire l’ordine. Lo stesso Rosato , una volta ripresi i lavori, ha annunciato che il voto finale sul decreto avverrà domani mattina alle 11.30. Il presidente di turno, infatti, ha riferito che mancano gli interventi di altri 80 deputati. La seduta fiume è dovuta all’ostruzionismo dell’opposizione. Praticamente tutti i deputati di Lega e di Fdi si sono iscritti a parlare. In totale erano 172 i nomi presenti nell’elenco degli interventi, con 10 minuti a disposizione.

    Fin dala mattina si avvertiva una certa tensione in Aula. Nel corso del suo intervento, il leghista Riccardo Molinari ha attaccato il governo sottolineato che la “Lega è in Aula da 24 ore per dire no allo sfacelo della scuola che il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina sta per lasciare in eredità a insegnanti, studenti e genitori”.

    “Taglio delle cattedre e conseguente contrazione del numero dei docenti che porterà ad un anacronistico accorpamento delle classi che va contro le linee guida degli esperti della stessa Azzolina. Stesso triste destino per le scuole paritarie: 900 mila alunni, 130 mila lavoratori e 13 mila istituti abbandonati al loro destino. La Lega continua la sua battaglia in aula al fianco di insegnanti e studenti. Peccato che il ministro Azzolina si sia visto pochissimo in aula…”, ha aggiunto Molinari.

    Inoltre, secondo il Carroccio dall’esecutivo arriva solo confusione sul nuovo anno scolastico in quanto al momento non ci sono indicazioni su come riapriranno gli istituti a settembre. Non meno importante è il tema delle risorse stanziate per adeguare l’edilizia scolastica alle nuove esigenze di sicurezza anti contagio. Per i leghisti, infatti, i fondi sono insufficienti.

    La tensione in Aula, però, è divampata a causa di uno scontro tra Lega e Pd. I dem, come spiegato successivamente da Enrico Borghi e Patrizia Prestipino, non hanno gradito che alcuni deputati leghisti abbiano attraversato precipitosamente l’emiciclo e siano saliti sui banchi del Pd per fotografare i colleghi con lo striscione per poi postare la foto sui social. Alla ripresa dei lavori dopo la momentanea sospensione della seduta, il dem Borghi ha affermato: “I nostri banchi sono stati invasi non vogliamo che la Camera diventi l’anticamera di uno stadio. Noi rispettiamo l’ostruzionismo della Lega, ma pretendiamo il rispetto delle nostre prerogative”.

    Ma lo scontro è continuato anche dopo la ripresa dei lavori. “La Ministro dell’Istruzione Azzolina – che oggi ha avuto la decenza di presentarsi in Aula dopo l’assenza nella discussione di ieri – sta dando un’immagine pessima del Governo agli occhi degli studenti e degli insegnanti. Siamo ormai abituati ad ‘imbuti da riempirè, proposte lanciate sui social e poi subito ritrattate e fughe dai confronti con amministratori e categorie, ma in queste ore si è toccato il segno con il testo portato in Aula”, ha dichiarato in una nota Manfredi Potenti, deputato toscano della Lega e membro II Commissione Giustizia. “Il suo decreto Scuola- ha aggiunto- è da matita blu e lo ha dimostrato l’approvazione di 83 dei nostri odg per poterlo, per quanto possibile, migliorare”. L’esponente della Lega ha anche sottolineato che “l’impostazione ideologica di questa maggioranza si risente tutta nell’indifferenza totale nei confronti delle scuole paritarie che danno lavoro a 100mila persone. Nessuna chiarezza sulle riaperture e tanto fumo sugli interventi necessari per adeguare le strutture scolastiche alle misure anti-coronavirus”.

    “Se gli studenti italiani, che lei ama definire stucchevolmente ‘miei studenti, potessero dare i voti al Ministro dell’Istruzione in carica, le rifilerebbero una pagella in grado di far impallidire anche il peggior Pierino – ha proseguito Potenti -. Si merita anche un bello zero in condotta per le numerose volte in cui ha marinato l’Aula e le occasioni di confronto con le categorie e gli amministratori che chiedevano un chiarimento sulla riapertura. Avendo avuto l’insperata fortuna di incontrarla in Aula oggi, ho così voluto omaggiare la Ministro Azzolina con il meritato premio per la sua azione di Governo: un cappello da asino. Spero che la Ministro abbia gradito il mio dono, mentre sono sicuro che gli studenti e gli insegnanti italiani non hanno affatto gradito il suo Dl Scuola”.

    Netta presa di posizione anche da parte di Fdi che sta contribuendo all’ostruzionismo. “Sulla scuola Fratelli d’Italia dimostra che ha sempre avuto le idee chiare”, hanno dichiarato i deputati di Fdi Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente vicepresidente della commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del partito. I parlamentari hanno spiegato che nella maratona notturna “sono stati approvati ben 20 su 25 ordini del giorno, ovvero, documenti di indirizzo al governo che riguardano l’applicazione del decreto scuola. Edilizia scolastica, scudo per i dirigenti, iniziative sul prossimo anno, incarichi di supplenze e tanti altri argomenti di fondamentale importanza per la scuola italiana. Questo e’ il frutto di un lavoro realizzato con competente e laboriosa ricerca di quelle che sono le vere problematiche dell’istituzione scuola. Da mesi proponiamo e chiediamo maggiore attenzione sulle nostre iniziative: il ministro Azzolina non ha mai manifestato la benche’ minima apertura”.


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