Diciotti, al via l’iter su Salvini. La Lega: “Se M5S vota sì salta tutto”

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Si riunisce la Giunta per le immunità sul caso Diciotti. Entro sette giorni la testimonianza di Salvini. Sibilia: “Votiamo sì”. Fedriga: “Così si ridiscute tutto”.

La partita è delicata. Salvini giura che “su questo non cadrà il governo”, ma la tensione è palpabile.

La richiesta di autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno per il “caso Diciotti” rischia di diventare una spina nel fianco del M5S e dell’intero esecutivo.

I grillini sembrano infatti intenzionati a votare a favore del processo per Salvini. Il motivo è ideologico: il Movimento è storicamente contrario ad ogni immunità e non vorrebbe dover derogare ai propri principi. Ieri un Di Maio irritato ha incontrato “in pieno relax” i suoi sette parlamentari in Giunta per le immunità per decidere il da farsi. Sono loro l’ago della bilancia per il risultato finale. Come muoversi? Appoggiare il leghista, abbandonando uno dei cavalli di battaglia; oppure dare il via libera e affrontare le ire del Carroccio? Alcuni ipotizzavano un voto sulla piattaforma Rousseau, ma pare difficile possa accadere. “Anche perché – sussurra un parlamentare pentastellato – ad una consultazione sul blog sicuramente i 5 Stelle voteranno a favore dell’autorizzazione a procedere”. E non è questo che vuole Salvini.

Dopo aver detto di non aver bisogno di “aiutini”, il ministro dell’Interno ha chiesto al Senato di non autorizzare l’apertura del processo. Il leghista è convinto di aver agito nell’interesse superiore dello Stato in un atto pienamente politico, cosa ben diversa dall’essere indagato per furto o peculato. Insomma: non si tratta di immunità, ma di un modo per difendere le prerogative del governo.

I grillini ribadiscono la loro tesi: la vicenda Diciotti “rientra nella linea politica sull’immigrazione seguita dal governo”. “Quella scelta giusta o meno che fosse, è stato un atto condiviso di governo. Processare Salvini non è giusto”, dice Di Battista. Ma resta l’irritazione per “cambio di versione” del collega di governo. “Credo proprio che voteremo a favore alla autorizzazione a procedere – spiega Dibba – poi cercheremo una soluzione tutti assieme”. Ma non è detto che alla Lega vada bene, nè che possa davvero accadere. Gli ortodossi a Cinque Stelle premono: “Se il caso andrà in aula – assicura il sottosegretario Carlo Sibilia – noi voteremo assolutamente sì”

Ecco perché, per quanto fonti del Viminale assicurino che il governo non è in bilico, dalle truppe leghiste non mancano stilettate dirette agli alleati. Il messaggio: niente scherzi. Certo, Conte ha mediato e assicurato piena copertura politica al vicepremier, ma l’altalena grillina spaventa la Lega. Se il M5S votasse a favore della richiesta di autorizzazione a procedere, dice Massimiliano Fedriga, “dal mio punto di vista c’è da rimettere in discussione tutto”. Perché le possibilità sono due: o “il Parlamento condivide le politiche del Governo” oppure le disconosce. Se così fosse, allora “è chiaro che bisognerebbe fare una seria riflessione”. Tertium non datur. O forse sì: una crisi di governo.

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