Dl Semplificazioni, Tajani: “Nella maggioranza non c’è accordo”

Sotto il vestito, niente. Il governo vara nella tarda notte di ieri il dl Semplificazioni. Sembra una vittoria, eppure la maggioranza al suo interno litiga su tutto. Dentro un documento di oltre cento pagine c’è solo assistenzialismo e confusione. “Settimane di faticosa gestazione, un Consiglio dei ministri notturno durato oltre sei ore, al termine del quale il tanto sbandierato decreto viene approvato con la ridicola formula del salvo intese”, queste le parole dell’azzurra Mariastella Gelmini che etichetta così la misura.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annuncia un grande successo. Ma i numeri dell’economia fanno impallidire in quanto a miseria. Si prevede, infatti, che quest’anno l’area euro perderà in media l’8,7% e l’Europa nel suo complesso l’8,3%, dato reso leggermente migliore dal minore calo di Paesi non appartenenti alla moneta unica come Ungheria e Polonia. Fanalino di coda è destinata ad essere l’Italia che potrebbe perdere fino all’11,2% di Pil rispetto al 2019. Il dato è in netto peggioramento rispetto al -9,5% pronosticato sempre da Bruxelles a fine aprile. Dati da leggere in combinazione con le altrettanto fosche previsioni dell’Ocse, secondo cui la disoccupazione in Italia dovrebbe raggiungere il 12,4% a fine 2020.

Sul tema interviene puntuto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa in Senato. Il centrodestra è pronto a smascherare il bluff di Conte e compagni: “Oggi il governo ha presentato il decreto Semplificazioni con una clausola che dimostra che non c’è ancora accordo definitivo. Il testo può essere ancora modificato. Siamo favorevoli alla semplificazione, ma non bastano i titoli dei capitoli per dire che ciò che propone il governo va bene. Spesso sotto le buone intenzioni non c’è alcunché. Vogliamo che il dl Semplificazioni sia effettivamente a sostegno del rilancio della nostra economia”, spiega Tajani.

“Prima di votare lo scostamento di bilancio, vogliamo sapere come il governo intende spendere i soldi e per fare cosa. Non possiamo accettare di votare a scatola chiusa”, aggiunge. “Se si vuole veramente rilanciare questo Paese servono scelte condivise. Il governo continua a presentare delle decisioni che prende al termine di scontri nella sua maggioranza, pretendendo che tutti siano d’accordo. Con la propaganda non si può affrontare l’emergenza economica. Serve una strategia che il governo non ha, servono i contenuti, e nel dl Semplificazioni ci sono cose che destano preoccupazione”.

“Noi vogliamo che il decreto sia effettivamente a sostegno della ripartenza”, prosegue. “Non può essere uno strumento destinato a nascondere i ritardi nella Cig, i ritardi nell’implementazione del decreto Liquidità, il ritardo nel decreto Rilancio ancora in discussione alla Camera che verrà approvato con ennesima fiducia. Serve una visione complessiva che il governo non ha, serve una strategia. Se leggiamo il testo del decreto nei contenuti ci sono cose che destano una certa preoccupazione. Il pericolo vero è che risponde a un progetto politico di una sempre maggiore presenza dello stato in economia. Un progetto che a noi non va bene”.


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